Tuesday Lobsang Rampa L’eremita · Continuò ad arrampicarsi sempre più in alto, sfamandosi di...

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Tuesday Lobsang Rampa L’eremita Traduzione di Giuliano Morini - Ottobre MMXII

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Tuesday Lobsang Rampa

Leremita

Traduzione di Giuliano Morini - Ottobre MMXII

c Gennaio MMXII Giuliano MoriniTutti i diritti riservatiIn copertina paesaggio montano.

Limpaginazione del libro stata condotta dal traduttore utilizzando il motore di composizionetipografica LATEX 2, distribuzione TexLive 2012 presente al sito http://www.texlive.org.

Tuesday Lobsang Rampa

Leremita

Titolo originale dellopera: The Hermit.

Traduzione di Giuliano Morini

A Gladys Turnbull,una fra le pi squisite signore del Canada

I

Circa largomento di questo libro

Io, lautore, dichiaro che questo libro assolutamente vero. Coloro i qualisono impantanati nel materialismopotranno considerarlo un romanzo di fantasia.La scelta vostra, credere o non crederesecondo il vostro grado di evoluzione.Non sono disposto a discutere largomentoo a rispondere ad eventuali domande.Questo libro, come tutti i miei libri,parla di verit!

Lobsang Rampa

III

Capitolo 1

Fuori, il sole brillava, illuminava intensamente gli alberi, gettava ombre neredietro le rocce sporgenti e mandava miriadi di scintillanti riflessi dal lago profon-damente blu. Qui, nel freddo recesso del vecchio eremita la luce, filtrata da alcunefronde, assumeva una tonalit di verde che dolcemente mitigava occhi stanchiche labbagliante luce del sole aveva lungamente tormentato. Il ragazzo sinchinrispettosamente allesile figura che sedeva eretta su una piccola pietra levigata.

Sono venuto a voi per istruzioni, grande venerabile, disse a voce bassa.Siediti, comand il vecchio. Il giovane monaco, che indossava una veste

color rosso-mattone, sinchin nuovamente e sedette con le gambe incrociate sulladura terra a pochi centimetri dal suo superiore.

Il vecchio eremita rimase in silenzio, apparentemente sembrava fissare gliinfiniti trascorsi attraverso le sue cavit prive di occhi. Molti, molti anni prima,ancora giovane lama, fu arrestato a Lhasa da ufficiali cinesi e crudelmente accecatoper non aver voluto rivelare Segreti di Stato dei quali egli non era in possesso.Torturato, mutilato e accecato, vag amareggiato e disilluso lontano dalla citt.Muovendosi di notte per evitare la gente, arranc quasi sconvolto dal tormento,ma sempre riflettendo.

Continu ad arrampicarsi sempre pi in alto, sfamandosi di graminacee e diogni altro tipo di erbe che trovava.

Guidato dal gorgoglio dei ruscelli di montagna riusc a procurarsi dellacqua;una tenue scintilla manteneva accesa la sua vita. Lentamente, le sue peggioriferite guarirono e le sue cavit prive di occhi si cicatrizzarono. Continu ancora asalire lasciando dietro di s la specie umana dalla quale, senza ragione, era statocrudelmente torturato.

Ora laria era pi sottile. Non lontano cerano dei rami dalbero della cui

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scorza pot servirsi come cibo e del fogliame che riusc a strappare. Vacillandoe strisciando avanzava tenendosi sulle mani e sulle ginocchia, sperava in questomodo di racimolare qualcosa che lo sottraesse ai morsi della fame.

Laria divent pi fredda ed il vento pi pungente, tuttavia egli continu semprepi ad arrampicarsi come se comandato da una forza interna. Settimane prima,allinizio del suo peregrinare, aveva trovato un robusto bastone con il quale si erafatto strada fra i numerosi ciottoli. Il giovane monaco osservava attentamente ilvecchio. Nessun segno di movimento. Forse stava male, si chiese il giovane,poi si consol al pensiero che gli antichi Venerabili vivevano in un mondo delpassato e che mai si sarebbero affrettati per qualcuno.

Il giovane esamin con curiosit la nuda caverna. Era proprio nuda. Da unlato un mucchio di foglie ingiallite, il suo letto, e vicino a questo una ciotola. Dauna roccia sporgente pendeva un abito color zafferano consunto dal tempo, quasidolente, come se sapesse delle lunghe giornate senza sole. E niente di pi.

Il vecchio rifletteva sul suo passato, sulla sofferenza di essere stato torturato,mutilato e accecato quando era ancora giovane, come giovane era quel ragazzoche ora sedeva di fronte a lui.

In un momento di profonda frustrazione, il suo bastone colp uno strano osta-colo. Inutilmente cerc di immaginare cosa fosse. Infine, esausto per lintensitdelle emozioni, cadde privo di sensi ai piedi dellostacolo misterioso.

Laria sottile, filtrando attraverso i suoi miseri panni, rub al povero corpo unaltro anelito di vita.

Lunghi momenti trascorsero. Si ud poi un rumore di passi che pesantementecalcavano la pietra rocciosa; parole pronunciate in una lingua incomprensibile poiil debole corpo venne sollevato e portato via. Risuon un fragore metallico! Unavvoltoio, in attesa, vedendosi privato del pasto si lev goffamente in volo.

Il vecchio si prepar a parlare; tutto questo avvenne molto tempo fa. Adessodoveva istruire il giovane amico seduto di fronte a lui cos come lui lo era statooh, quanti anni fa? Sessanta? Settanta? O pi? Non ha importanza, ogni cosa siera ormai perduta nella notte dei tempi. Che cosa sono gli anni della vita di unuomo quando egli sa degli anni del mondo? Il tempo sembrava essersi fermato.Anche il vento, che fino a quel momento si era divertito fra i rami degli alberi,sera arrestato. Cera quasi unaria di magica attesa mentre il giovane monacoaspettava che il vecchio eremita parlasse. Ad un certo punto, quando la tensionestava diventando insopportabile per il giovane, il grande venerabile parl.

Tu sei stato mandato qui da me, disse, perch nella vita ti stato assegnato

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un grande compito e per questo io devo metterti a parte del mio sapere cos che,in una qualche misura, tu sia reso consapevole del tuo destino. Guard nelladirezione del giovane monaco che mostr notevole imbarazzo. Era difficile, eglipens, trattare con una persona priva della vista; essi guardano senza vedere,tuttavia si ha la sensazione che osservino tutto! Una situazione davvero di disagio.Stentatamente la sua voce riprese: Quando ero giovane ebbi molte esperienze,dolorose esperienze. Lasciai la nostra grande citt di Lhasa e cieco vagai nellapianura deserta: affamato, malato e senza meta, fui trasportato non so dove edistruito in preparazione di questo giorno. Quando la mia conoscenza sar passataa te, io potr in pace raggiungere i Campi Celesti. Come fin di parlare unbeatifico splendore avvolse la sua figura scarna, le sue guance erano simili a cartadi pergamena, ed egli, consapevole, fece ruotare pi velocemente la Ruota dellePreghiere.

Fuori, le ombre cominciavano lentamente ad avvolgere questa parte della terra.Il vento soffiava pi forte facendo roteare grani di polvere asciutta. Da qualcheparte un uccello inviava il suo urgente richiamo. Quasi impercettibilmente la lucedel giorno svaniva lasciando il posto alle ombre della notte. Ora, nella caverna, eradecisamente buio. Il giovane monaco si strinse ancor pi nella sua veste sperandocos di allontanare il brontolio della fame che andava aumentando.

Fame; insegnamento e fame, egli pens, camminano sempre insieme.Fame e insegnamento. Un sorriso attravers per un attimo il volto delleremita.Ah!, esclam, cos linformazione corretta, il ragazzo affamato. Il giovanerumoreggi come un tamburo vuoto. Il mio informatore mi disse che sarebbestato cos e provvide per la cura.

Lentamente, penosamente e scricchiolante per let il vecchio si alz e sidiresse barcollante verso un punto nascosto della caverna. Quando riapparveteneva fra le mani un piccolo pacco per il giovane monaco. Viene dalla tuaonorevole guida, spieg, disse che avrebbe reso i tuoi studi pi dolci. Dolci,dolci dallIndia, un vero sollievo dalleterno orzo o tsampa, un po di latte di caprain cambio dacqua, della tanta acqua. No, no!, replic il vecchio eremita come fuinvitato a prendere parte al cibo, apprezzo le necessit del giovane specialmentepoi se dovr un giorno andare nel grande mondo al di l delle montagne. Mangiapure tranquillamente. Io, persona immeritevole, cerco umilmente di seguire ilbenevolo signore Budda e vivere di una piccola cosa che pu avere grandesviluppo. Ma tu mangia e riposati perch avverto che la notte ormai sopra dinoi! Cos dicendo si volt e si avvi verso il fondo della caverna.

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Il giovane, invece, si diresse verso luscita il cui ovale risaltava nel buio interno.Le cime delle alte montagne, immerse nel cielo scuro, lasciavano trapelare il rossocupo dietro di loro.

Improvvisamente una luce argentata sal nel cielo come se la luna nel suocompleto splendore fosse ostentata da una solitaria nuvola: ostentata come sela mano di un dio avesse aperto il sipario della notte affinch luomo, alla finedella sua giornata di lavoro, potesse ammirare la Regina del Cielo. Ma il giovanemonaco non rimase a guardare a lungo, il suo pasto era stato assai magro. Un pastoche per un giovane occidentale sarebbe stato del tutto inaccettabile. Il ragazzosi affrett a rientrare e, facendo con le mani una cunetta nella soffice sabbia, viadagi i suoi fianchi e cadde in un sonno profondo.

La prima debole traccia di luce trov il giovane monaco agitato ed inquieto. Im-provvisamente salt su e colpevolmente gir lo sguardo attorno. In quel momentoil vecchio eremita usciva debolmente da quella parte della caverna pi importante.Oh, grande venerabile, esclam nervosamente il giovane, ho dormito oltre ilprevisto e cos non ho potuto assistere alla funzione di mezzanotte!

Rendendosi poi conto del luogo in cui si trovava sent dessere stato sciocco.Non temere, ragazzo, sorrise leremita, non ci sono funzioni qui. Un uomo,quando evoluto, pu trovare la funzione dentro di s, ovunque ed in ognimomento senza dover essere custodito come una stupida mandria di yak. Ma orapreparati la tsampa e mangia perch oggi ho molto da dirti e tu devi ricordareogni cosa! Ci detto, usc barcollante dalla caverna mentre la luce del giornocominciava a lampeggiare.

Unora pi tardi il giovane sedeva di fronte al vecchio ascoltando una storiatanto asservita quanto strana. Una storia che era il fondamento di tutte le religioni,di tutte le favole e di tutte le leggende raccontate su questa terra. Una storia che lagelosia e il potere dei preti e degli scienziati soffocarono fin dal formarsi delleprime trib. Una scia di luce filtr gentilmente attraverso le foglie, allimboccodella caverna, riflettendo splendidi colori dai minuscoli minerali che formavano lerocce. Laria si scald leggermente ed una debole nebbia apparve sulla superficiedel lago. Alcuni uccelli pigolavano pigramente prima di disporsi al loro compitosenza fine di ricerca del cibo. In alto, un avvoltoio solitario volteggiava appro-fittando di una corrente daria ascensionale e, mantenendosi immobile sulle ali,lasciava che i suoi occhi, estremamente acuti, scoprissero sulla nuda terra qualchecadavere o qualcuno vicino ad esserlo. Assicuratosi che per quel giorno non ceranulla, il rapace lanci un grido rauco e si diresse verso luoghi a lui pi favorevoli.

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Il vecchio eremita sedeva eretto ed immobile. La sua figura emaciata eraappena coperta da ci che restava di una veste dorata. Dorata, la luce del Soleaveva, nel tempo, scolorito la tonaca lasciandola di un misero marrone a striscegiallastre. La pelle del suo corpo era tesa e metteva in risalto le ossa sporgenticonferendo al vecchio lespressione di una figura di cera mentre il viso mostravaun pallore molto comune ai non vedenti. I piedi erano privi di calzari; una ciotolaed una ruota delle preghiere con una misera veste stracciata rappresentavano tuttii suoi averi su questa terra.

Il giovane sedeva a pochi palmi da lui e meditava su tutto ci. Pi grande la spiritualit di un uomo e minori sono i suoi possedimenti a questo mondo. Igrandi Abati, con le loro Vesti Doro e le loro ricchezze ed i loro cibi abbondanti,sempre in lotta per il potere politico, vivono per dare alle Scritture un momentodi storia insignificante.

Ragazzo, irruppe la voce delleremita, il mio tempo sta per finire, devopassarti il mio sapere prima che il mio spirito si liberi verso i campi celesti. Tu seicolui che passer ad altri questa conoscenza, cos ascolta e conserva il tutto nellamemoria. Senza errore.

Impara questo, studia quellaltro!, pens il giovane monaco, la vita niente se non duro lavoro. Niente aquiloni, niente trampoli, niente. Ma leremitacontinu: Tu sai come venni trattato dai Cinesi, tu sai che vagai nel deserto e allafine il grande miracolo. Mi accadde un miracolo, unintima costrizione mi spinseavanti finch non caddi dinanzi alle grandi porte del santuario della saggezza. Tidir. La mia conoscenza sar la tua anche se questa fu mostrata a me che non hoocchi, eppure vidi tutto.

Il giovane monaco scosse la testa, dimenticando che il vecchio non potevavederlo, si riprese allora e disse: Ascolta venerabile maestro, sono stato addestratoa ricordare ogni cosa. Detto ci fece un inchino, si lasci andare indietro e attese.

Il vecchio sorrise mostrando la sua soddisfazione e continu: La prima cosache ricordo che giacevo molto confortevolmente su un soffice letto. Naturalmen-te, a quel tempo ero giovane quasi come te ora e pensai che forse ero stato portatoin Paradiso. Ero privo della vista ma sapevo che se mi fossi trovato dallaltraparte della vita avrei nuovamente potuto vedere. Cos rimasi fermo e attesi. Prestosentii alcuni passi che si avvicinavano lentamente e fermarsi vicino a me ed io,non sapendo cosa aspettarmi, continuai a rimanere immobile. Ah!, disse una voceche sembr in qualche modo differente da quelle nostre, ah!, cos hai recuperatola coscienza. Ti senti bene? Che domanda stupida, pensai, come posso sentirmi

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bene se sto morendo dalla fame. Fame? Eppure non sentivo di averne. Mi sentivobene, Molto bene. Con molta cautela mossi le dita, sentivo le braccia come senon le avessi pi attaccate. Ero stato riempito a saziet e mi sentivo normale adeccezione che non avevo la vista. Si, mi sento proprio bene, grazie per avermelochiesto, risposi.

La voce disse: Avremmo voluto ridarti la vista ma i tuoi occhi sono staticompletamente rimossi cos non ci stato possibile. Riposa ancora un po poiparleremo pi dettagliatamente.

Restai disteso; non avevo scelta. Poi caddi improvvisamente addormentato.Quanto dormii non ho modo di saperlo ma un armonioso scampanio mi dest;melodie dolcissime pi delicate del metallico gong, migliori dei rintocchi dei piantichi campanelli dargento, pi sonore delle trombe dei templi. Mi sedetti efissai attorno come se potessi sforzare la vista delle mie vuote cavit. Un braccioscivol delicatamente dietro le mie spalle ed una voce disse: Alzati e vieni conme, ti guider io.

Il giovane monaco sedeva affascinato chiedendosi perch cose come questenon erano capitate a lui, poco sapendo cosa essi avrebbero voluto! Per favorecontinui, venerabile maestro, per favore vada avanti, insist il ragazzo a vocealta. Leremita sorrise compiaciuto dellinteresse del suo ascoltatore e prosegu.

Fui condotto dentro ci che doveva essere una grande sala in cui cerano uncerto numero di persone. Percepivo i loro respiri ed il fruscio delle loro vesti.La mia Guida disse: siedi qui ed uno strano oggetto venne spinto sotto di me.Abituato a sedermi sulla terra, come farebbe qualsiasi persona assennata, colpii lacosa sui lati, facendola quasi rovesciare.

Il vecchio eremita fece un momento di pausa e soffoc un risolino al ricordodi qualche episodio passato. Continu: Mi resi conto poi che quelloggetto erasoffice e stabile. Poggiava su quattro gambe e sul fondo cera un impedimentoche mi sosteneva. Dapprima giunsi alla conclusione che la loro opinione fossequella che la mia debolezza non mi consentisse di sedere da solo; udii allora segnidi soffocata ilarit, che mi fecero comprendere che questo era il loro modo disedersi. Mi sentivo strano e molto insicuro seduto in quella maniera, e confes-so apertamente che dovevo fare un effetto orribile appeso a quella piattaformaimbottita.

Il giovane monaco prov ad immaginare quella piattaforma. Perch esistonocerte cose, perch la gente inventa cos inutili articoli? No, decise che la terraandava benissimo per lui; pi sicura e senza il rischio di cadere e poi chi era tanto

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debole da dover essere sostenuto? Ma il vecchio aveva ripreso a parlare, i suoipolmoni dovevano essere certamente in ottimo stato, pens il ragazzo!

Ti domandi di noi, disse la voce rivolta verso di me, ti chiedi chi siamo,perch ti senti cos bene. Siedi pi comodamente perch abbiamo molto da dirti eda mostrarti.

Illustrissimo signore, lo apostrofai, io sono cieco, i miei occhi furonoasportati, eppure lei dice di avere molto da farmi vedere, come pu essere ci?

Resta tranquillo, rispose la voce, dacch tutto ti verr chiaro con il tempoe la pazienza. In quella posizione la parte posteriore delle gambe cominciavaa dolermi cos le tirai su cercando di sedermi nella posizione del Loto su quellapiccola piattaforma di legno sostenuta da quattro gambe con quello strano impe-dimento sul fondo. Cos seduto mi sentii pi a mio agio anche se mantenevo iltimore che, non vedendo, potevo finire chiss dove.

Noi siamo i Giardinieri della Terra, disse la voce, noi viaggiamo nelluniversocollocando persone ed animali su molti e differenti mondi. Voi Abitanti dellaTerra, vi riferite a noi come gli Dei del Cielo e parlate dei nostri carri di fuoco.Noi ti informeremo sullorigine della vita sulla Terra in modo che tu, in seguito,possa istruire colui che verr ed andr per il mondo a scrivere di queste cose. tempo che la gente sappia la verit sui loro Dei prima che diamo inizio al secondoperiodo.

Ma ci deve essere un errore, gridai atterrito, io non sono che un poveromonaco che faticosamente si arrampicato fin quass senza saperne il perch!.

Noi siamo stati mandati per te, mormor la voce, tu sei stato scelto per latua eccezionale memoria che noi, attraverso la nostra scienza, rafforzeremo. Noiconosciamo tutto di te ed ecco la ragione per la quale sei qui.

Fuori la caverna brillava della luce del giorno. Le note di un uccello si alzaronoacute e stridule in un improvviso richiamo; poi luccello abbandon il luogoprecipitosamente e il cinguettio diminu. Lantico eremita sollev il capo unmomento e disse: Non nulla, un uccello che volando alto si ferito colpendoqualcosa.

Il giovane trov che era assai penoso distrarsi da quel racconto di unepocaormai trascorsa, unepoca che, abbastanza stranamente, egli scopriva tuttaltroche difficile visualizzare. Accanto alle placide acque del lago i salici tentennavanosonnolenti le loro cime disturbate soltanto dalla fragrante brezza che ne agitavale foglie sollevando un mormorio di protesta. I primi raggi del sole nascente

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abbandonarono lentrata della caverna lasciandola pi fredda e tinta di verde. Ilvecchio eremita si mosse lievemente riordinandosi la lacera veste e riprese.

Io ero spaventato, molto spaventato. Cosa ne sapevo io di questi giardinieridella Terra? Io non ero un giardiniere. Non conoscevo nulla delle piante e degliuniversi. Non desideravo proprio aver parte in questa faccenda. Cos pensandomisi le gambe sopra il bordo della piattaforma della sedia e mi alzai in piedi.Gentile, ma con molta decisione, una mano mi spinse nuovamente indietro ed iomi ritrovai seduto in quel ridicolo modo con le mie gambe che pendevano e conla schiena schiacciata contro qualcosa dietro di me. La pianta non simpone alproprio giardiniere, mormor una voce, tu sei stato portato qui solo per imparare.

Il gesto mi lasci meravigliato ma sdegnato. Intanto, attorno a me, costoroiniziarono una notevole discussione in una lingua sconosciuta. Voci, voci, alcunealtisonanti, altre sottili come se provenissero dalla gola di nani. Ce nerano diprofonde, squillanti, sonore come quelle dei maschi yak che lanciano il loromuggito nelle vaste pianure. Qualsiasi cosa essi fossero, pensai, promettono malenei miei confronti; un soggetto riluttante, un prigioniero maldisposto. Ascoltai conun certo timore come questa incomprensibile discussione andava avanti. Flebilisuoni, muggii cavernosi simili allo squillo di una tromba in un canyon. Chegenere di persone erano queste, mi domandavo, poteva lugula umana emetteresimili toni, ipertoni e semitoni? Ma dove mi trovavo? Forse in mani peggioridi quelle dei Cinesi. Oh, che spettacolo per chi aveva occhi! O forse il misterosarebbe svanito alla luce della vista? Ma no, come pi tardi mi resi conto il misterosarebbe diventato pi fitto! Cos mi sedetti riluttante e molto spaventato. Le torturericevute per mani Cinesi mi avevano piuttosto provato e non sarei stato in grado disopportare di pi. Meglio essere divorato dai nove draghi piuttosto che affrontarelignoto. Il sollevarsi di alcune Voci mi fecero temere per la mia sicurezza. Nonavevo idea di ci che accadeva, avrei potuto, con uno sforzo disperato, tentarela fuga, ma un individuo privo degli occhi alla completa merc degli altri,alla merc di ogni cosa. Il pavimento che si sposta, lentrata nascosta, passisconosciuti, minacciose apparizioni che opprimono e intimoriscono. Il tumulto sisollev in un crescendo. Voci stridule in elevatissimi acuti, voci roboanti simili atori da combattimento. Temo la violenza e le sue manifestazioni che non potreievitare per la mia eterna cecit. Mi aggrappai strettamente ai bordi della sedia,poi abbandonai la presa perch se un eventuale colpo mi avesse sorpreso in unassetto di resistenza limpatto sarebbe stato pi duro.

Non temere, irruppe una voce familiare, questa solo una riunione di

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consiglio, nessun danno te ne verr, stiamo semplicemente discutendo per trovareil modo migliore per istruirti.

Grande eminenza, replicai in una certa confusione, sono sorpreso per laverit di scoprire che tale sua grandezza giochi con le parole come i nostri piignoranti mandriani di yak. Un divertito mormorio salut il mio commento. Ilmio pubblico non sembr dispiaciuto dellimmediatezza della mia risposta, forsestupida.

Ricorda sempre questo, egli riprese, non conta quanto uno sia importante,ci sono sempre discussioni e disaccordi; c sempre una opinione che differiscedallaltra e coloro che parteggiano per una o per laltra. Uno deve discutere,provare e con vigore sostenere le proprie idee o si diventa semplicemente unoschiavo, un robot sempre pronto ad accettare le parole di un altro. La liberaconversazione sempre vista dai non consapevoli spettatori come un preludio allaviolenza fisica.

Mi diede un leggero colpetto sulla spalla rassicurandomi e prosegu: Qui visono radunate persone rappresentanti di poche razze, ma di molteplici mondi,alcuni provengono dal tuo sistema solare, altri da lontane galassie. Taluni tiappariranno come esili nani altri invece veri giganti sei volte pi alti della staturadel pi piccolo.

Poi lo sentii fare qualche passo indietro per unirsi al gruppo che formava lamaggioranza. Altre galassie? Cosa voleva dire tutto ci? Che cosa erano questealtre galassie? Giganti, come la maggior parte delle persone, anchio ho sentito diloro nelle favole. Nani, alcuni appaiono, di quando in quando, in certi spettacoli.Scrollai la testa, tutto questo era veramente al di l delle mie concezioni. Eglidisse che non mi sarebbe stato fatto del male, ma questa era pura teoria, neppurei mercanti indiani che venivano alla citt di Lhasa emettevano simili grida estrombazzamenti e muggii. Decisi di rimettermi seduto e aspettare gli sviluppi,dopotutto non cera molto di pi chio potessi fare!

Nella fredda oscurit della caverna il giovane monaco sedeva rapito dal rac-conto di questi strani esseri. Ma non cos rapito da lasciare inascoltato un certobrontolio interno. Urgente bisogno di cibo, questa si che era una faccenda seria,ora. Il vecchio eremita cess improvvisamente di parlare e mormor: Si, dobbia-mo fare un momento di pausa, preparati il pasto, io ritorno subito. Cos dicendosi alz in piedi e lentamente spar in quella parte pi buia della caverna.

Il ragazzo si sbrig ad uscire allaperto. Rest un attimo per ammirare ilpanorama, quindi si diresse verso il lago dove la sabbia era pi fina, marrone

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come la terra e di una vivacit invitante. Tir fuori la sua ciotola di legno dallatasca anteriore della veste e limmerse nellacqua per lavarla. Prese un pugnettodorzo e ne vers una magra quantit nella ciotola e giudiziosamente la mescolcon la giusta quantit dacqua. Malinconicamente sost a contemplare quel pasto.Niente burro ne t qui, solo un impasto colloso di orzo e acqua. Cibo! Infil le ditanella ciotola e mescola e rimescola finch non ne ottenne la giusta consistenza,allora con le sole due dita della mano destra, che us a mo di cucchiaino, comincilentamente e con assai poco entusiasmo a mangiare.

Come ebbe finito si alz e sciacqu di nuovo la ciotola nellacqua del lago ela ripose ancora bagnata nella tasca della veste. Poi singinocchi e distese sulterreno la parte bassa della sua tonaca e la riemp di sabbia. A stento si sollev e,barcollante per il peso, riprese la via del ritorno.

Entrato nella caverna vuot la sabbia e cominci a spazzare la sua dura terrasabbiosa del pavimento prima di spargervi sopra la nuova; un carico di sabbianon fu sufficiente, ce ne vollero ben sette prima che egli si ritenesse soddisfatto epotesse riposarsi, con la coscienza pulita, sulla sua lacera coperta di lana di yak.La veste rossa era il suo unico vestito. Questa, sdrucita e consunta, era ridottaquasi alla trasparenza e non serviva a proteggerlo dal freddo. Niente calzari ebiancheria personale; in qualsiasi angolo della terra egli non sarebbe certo apparsocome un figurino. Come corredo aveva la ciotola, un piccolo sacchetto per lorzoed una vecchia scatola magica, scartata da qualcuno molti anni prima, nella qualeegli aveva riposto, ora, un semplice talismano. Egli inoltre non possedeva una suaruota delle preghiere che solo i ricchi potevano permettersi. Lui e quelli come luiavevano solo a che fare con la gente dei templi. Il suo cranio era rasato e cosparsodi ferite cicatrizzate dal marchio della virilit, segni di scottature che dimostravanola sua sopportazione alle piaghe procurategli dalle candele dincenso accese sullasua testa a riprova della sua devozione alla meditazione per mezzo della qualeavrebbe dovuto esser immune alla sofferenza e allodore della carne bruciata.

Ora, essendo stato scelto per uno speciale compito, egli aveva percorso moltestrade per giungere alla caverna delleremita. Ma il giorno si stava ormai vestendodelle ombre della notte e laria diventava ancora pi fredda. Il giovane monacoera seduto ed attendeva larrivo del vecchio.

Finalmente egli giunse trascinando a fatica i suoi piedi ed i colpetti del suolungo bastone accompagnavano il suo faticoso respiro. Il giovane lo guard connuovo rispetto. Quali esperienze aveva avuto! Quali sofferenze aveva sopportato!Quanto saggio sembrava essere! Il vecchio vag un po attorno poi si sedette. In

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quellistante un urlo da gelare il sangue squarci laria ed una immensa ed irsutacreatura balz dentro la caverna. Il giovane salt su e si prepar ad affrontare lamorte per proteggere il vecchio eremita. Raccolse due manciate di sabbia che stavaper lanciare negli occhi dellintruso quando fu bloccato dalla voce rassicurantedel nuovo venuto.

Saluti, saluti, santo eremita, tuon lo sconosciuto come se stesse parlando aqualcuno lontano un miglio, domando la vostra benedizione, la vostra benedizio-ne per il viaggio, la vostra benedizione per la notte poich ci accampiamo vicinoal lago. Qui, egli url, vi ho portato del t e dellorzo. La vostra benedizione,santo eremita, la vostra benedizione.

Ripetendo lazione precedente, con rinnovato allarme del giovane monaco,si precipit di fronte alleremita scivolando questa volta sulla sabbia asciuttacosparsa sulla terra. T, orzo, ecco, prendete. E tirando fuori due sacchi li deposeaccanto al vecchio.

Mercante, mercante, lo apostrof dolcemente leremita, voi allarmate unvecchio sofferente con la vostra violenza. La pace sia con voi. Possa la benedizionedel Gautama essere sopra di voi e restare in voi. Possa il vostro viaggio essererapido e sicuro e possano i vostri affari prosperare.

E chi siete voi giovane gallo da combattimento?, tuon il mercante. Ah!,esclam improvvisamente, le mie scuse, giovane santo padre, nella oscurit diquesta caverna non mi sono accorto che siete uno della veste.

Quali nuove ci sono, mercante?, domand leremita con la sua voce secca estanca.

Quali notizie?, ripet distratto il mercante. Lindiano prestatore di soldi stato colpito e derubato e quando si presentato piangendo ai censori ha presoaltre botte per averli appellati impropriamente. Il prezzo degli yak sceso, ilprezzo del burro salito. I preti hanno aumentato il pedaggio. Il profondissimo andato al palazzo del gioiello. Oh santo eremita, non ci sono altre nuove. Questanotte ci accampiamo nei pressi del lago e domani proseguiamo il viaggio perKalinpong. Il tempo buono, Budda con noi ed i diavoli se ne sono andati.Avete necessit di acqua o di sabbia asciutta per il vostro pavimento o forse questogiovane santo padre ha buona cura di voi?

Mentre le ombre si proiettavano nelloscurit della notte, leremita e il mer-cante parlavano e si scambiavano notizie su Lhasa, sul Tibet e sullIndia oltrelHimalaya. Alla fine il mercante salt in piedi e guard timoroso il buio dellanotte. Oh giovane santo padre, non posso andare solo in questa oscurit, mi

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prenderanno i diavoli. Vorreste ricondurmi allaccampamento?, implor.Io sono sotto le istruzioni del venerabile eremita, rispose il giovane, verr

se egli me lo permetter. Labito che indosso mi protegger dai pericoli dellanotte.

Il vecchio eremita assent con un leggero mormorio e il giovane monaco fecestrada fuori della caverna. Il gigante seguiva con la sua puzza di lana di yak eanche peggio.

Presso lentrata il mercante inciamp inavvertitamente in un ramo fitto difogliame. Si ud dapprima un urlo soffocato come di un uccello che spaventato costretto a lasciare il proprio posto poi il grido terrificante delluomo che pallidocadde ai piedi del giovane monaco.

Oh giovane santo padre, singhiozz il mercante, ho pensato che alla finei diavoli fossero riusciti a portarmi via. Io che quasi avevo deciso di restituire idenari che avevo preso allindiano usuraio. Tu mi hai salvato, tu hai scacciato idiavoli. Conducimi al sicuro al mio accampamento, e ti dar mezza balla di t edun intero sacco di tsampa.

Questa era unofferta troppo buona per perderla, e cos il giovane monacoimprovvis uno spettacolo fuori dellordinario recitando le preghiere dei morti,una esortazione agli spiriti inquieti ed una invocazione cantata ai guardiani delsentiero. Il chiasso che segu il giovane era veramente stonato fu provocatodalla fuga in massa di tutte le creature della notte dando cos limpressione che idemoni stessero precipitosamente abbandonando quel luogo.

Finalmente raggiunsero il campo dove i fuochi erano gi stati accesi e gruppi dimercanti cantavano e suonavano strumenti musicali mentre le donne macinavanomattoni di t che poi ponevano in recipienti di acqua bollente. Un intero sacco diorzo raffinato venne versato nella caldaia mentre una donna infilata la sua manoin una sacca ne estrasse con le unghie, simili ad artigli, una certa quantit di burrodi yak che un allorzo che bolliva.

Il calore del fuoco era invitante, il piacere di essere un ospite di mercanti eracontagioso. Il giovane pieg decorosamente attorno a s la tonaca e si sedettetranquillamente sulla terra. Una vecchia carica di rughe, con il mento che quasile toccava il naso, fece un cenno con la mano in segno di ospitalit. Il giovane,tuttaltro che sorpreso, allung la sua ciotola che venne riempita di una generosaporzione di t e tsampa. Nellaria sottile della montagna la bollitura non avvienea cento gradi centigradi e pertanto il pasto pu essere subito consumato.

Lintero gruppo mangi con appetito e presto si form una processione per

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raggiungere lacqua del lago dove le ciotole, poterono essere lavate e strofinatecon la sabbia. Il fiume, scorrendo dalle montagne alimentava le acque del lago lacui sabbia spesso era macchiettata di particelle doro.

La comitiva era allegra. Le molte storie narrate dai mercanti e la loro musica ele loro canzoni portavano colore alla noiosa esistenza dei giovani.

La luna sarrampic nel cielo illuminando lo sterile paesaggio con le suescintille dargento e disegnando dei chiaro-scuri la cui consistenza sembravareale.

Il fuoco andava lentamente spegnendosi. Riluttante il giovane monaco si alzin piedi e fece molti inchini di ringraziamento per i regali che attestavano lagratitudine dei mercanti per essere stati salvati dalla perdizione.

Caricato di un piccolo pacco ed incespicando lungo la riva del lago, il ragazzogir sulla destra per il piccolo bosco dei salici dove incontr il sentiero che loricondusse alla caverna oscura e proibita.

Si ferm un momento accanto allentrata per fissare il cielo sopra di lui. Lass,molto, molto distante quasi vicino alla porta degli Dei una fiamma luminosa salivasilenziosa attraverso il cielo. Un carro degli Dei? O cosa? Si chiese brevemente ilmonaco prima di rientrare.

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Capitolo 2

Il muggito degli yak e le grida degli uomini e delle donne destarono il giovanemonaco che, pigramente, si lev in piedi. Si aggiust la veste ed attese a rientrarenella caverna, deciso a non lasciarsi sfuggire nessuna emozione.

Nei pressi del lago alcuni stavano macinando lorzo, altri tentavano di bardaregli yak che erano scesi in acqua e che non sembravano intenzionati a risalire lasponda.

Un giovane mercante allora perse la pazienza e si precipit nellacqua mainciamp in una radice sommersa.

Non proteggendosi con le braccia cadde a faccia avanti con un tonfo altiso-nante. Gli schizzi che si sollevarono spaventarono gli yak che precipitosamenteriguadagnarono la riva. Il giovane mercante, coperto di fango limaccioso, vera-mente ridicolo a vedersi, si arrampic allasciutto seguito dai fischi e dalle risatedegli amici.

Le tende furono arrotolate, gli utensili di cucina, ben puliti con la sabbia,vennero stipati sui carri e la carovana si mosse lentamente riprendendo il mono-tono cigolio accompagnato dalle urla degli uomini che inutilmente provavano aspingere di pi i poderosi animali.

Triste, il giovane monaco si strofin con le mani gli occhi infastiditi dalla lucedel sole nascente.

Malinconico rest a fissare nellinfinito, OH perch non poteva anche lui essereun mercante e viaggiare in lontani paesi? Perch doveva sempre studiare cose chenessunaltro sembrava studiare. Lui voleva essere un mercante o un barcaiolo delfiume Felice.

Egli desiderava girare, vedere luoghi e cose. Egli sapeva poco di ci cheavrebbe voluto: visitare luoghi e vedere cose finch il suo corpo non avesse

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implorato la pace e la sua anima il riposo. Poco immaginava di quanto inveceavrebbe errato sulla faccia della terra e le sofferenze di tormenti indicibili.

Egli voleva proprio essere un mercante o un barcaiolo, qualsiasi cosa ma nonci che adesso era.

Flemmatico, un po abbattuto, si chin a raccogliere un ramo pieno di foglieche port alla caverna per spazzare il pavimento per spargervi poi sabbia pulita.

Il vecchio eremita apparve. Anche lo sguardo inesperto di uno pi giovaneavrebbe compreso che egli era visibilmente stanco. Con un certo affanno si sisteme si schiar la gola: Il mio tempo si sta avvicinando, ma non posso andarmenefinch non ti avr dato tutta la mia conoscenza. Qui ci sono delle gocce di erbemolto speciali e veramente potenti datemi dalla tua famosissima Guida al casoio crollassi. Se in qualche circostanza tu dovessi temere per la mia vita, forzasei gocce nella mia bocca ed io torner cosciente. Mi proibito lasciare il corpofintanto che il mio compito non terminato.

Dalla sua veste estrasse una piccola bottiglia di pietra che il giovane monacoprese con la pi grande attenzione. Ora, proseguiamo, disse il vecchio, tu puoimangiare quando io per la stanchezza mi riposer un po. Ascolta, ed abbi cinella massima cura: non lasciare la tua mente vagare perch quanto ti dir hapi valore della mia vita e pi della tua. La conoscenza deve essere preservata etrasmessa quando i tempi lo richiederanno.

Dopo essersi riposato per qualche istante, egli sembr aver riguadagnatole forze ed un leggero colorito apparve sulle sue guance. Aggiustandosi piconfortevolmente, egli disse: ricorderai tutto quello che ti ho detto. Dunquecontinuiamo. La discussione si prolung e, mia opinione, molto calorosamente,poi finalmente il balbettio fin. Si udivano molti piedi strusciare sul pavimento,quindi dei passi brevi come quelli di un uccello che saltella per becchettare sulterreno. Passi pesanti, poderosi, simili a quelli di uno yak stivato al massimo.Passi che mi rendevano profondamente perplesso in quanto alcuni di essi nonsembravano umani come quelli a cui io ero solitamente abituato. Ma la miariflessione in materia di passi termin istantaneamente.

Una mano mi afferr per il braccio ed una voce disse: Vieni con noi. Unaltramano mi afferr laltro braccio e camminai su un qualcosa che, con i miei piedinudi, sentivo fatto di metallo. I ciechi sviluppano altri sensi, percepivo che stavamotraversando uno strano tubo metallico di cui non ho idea di come potesse essere.

Il vecchio si ferm come per riportare alla sua mente limmagine di quellaindimenticabile esperienza; quindi continu. Quasi subito raggiungemmo unarea

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pi vasta come potei determinare dal diverso propagarsi delleco. Sentivo loscorrere di un suono metallico di fronte a me, poi uno dei due uomini che miconducevano parl in un tono molto rispettoso a qualcuno, ovviamente, superiorea lui.

Cosa si disse non ho i mezzi per saperlo, perch ci fu riferito in una linguapeculiare, una lingua fatta di fischi e di trilli. In risposta a ci, che evidentementeera un ordine, venni spinto avanti e la sostanza metallica si richiuse dolcemente.Io rimasi l sentendo su di me lo sguardo duro di qualcuno.

Cera un rumore come di chi costruisce qualcosa ed un cigolio che io imma-ginai essere una sedia simile a quella sulla quale ero stato seduto. Poi una manomagra e ossuta afferr la mia e mi spost di qualche passo pi avanti.

Leremita fece una breve pausa e mormor: puoi immaginare il mio statodanimo? Io ero un miracolo vivente, ignoravo cosa ci fosse avanti a me e dovevo,senza esitazioni, fidarmi di coloro che mi guidavano. Questa persona finalmentemi rivolse la parola nella mia lingua. Siedi qui, disse, allo stesso momentomi spinse gentilmente gi. Io boccheggiai per lorrore e lo spavento, mi sentivocome precipitare in un letto di piume. Poi la sedia, o qualsiasi cosa fosse, miavvilupp molto pi intimamente dove io non ero abituato ad essere avviluppato.Ai lati cerano dei sostegni, o braccia, presumibilmente disegnati a prevenire unoda eventuali scivolate su quella strana morbidezza. La persona che mi guardavaappariva estremamente divertita alle mie reazioni; posso dirlo da una risata malsoffocata, sebbene non pochi individui sembrano trarre sollazzo dalla condizionedi un cieco.

Sembri strano e impaurito, si espresse la voce della persona dal lato oppo-sto al mio. Questa era una affermazione decisamente incompleta! Non essereallarmato, continu, perch nessuno ti far del male, comunque. I nostri testmostrano che tu possiedi una memoria altamente eidetica cos avrai, tra breve,alcuni insegnamenti che mai dimenticherai e che molto pi avanti passerai ad unaltro che incontrerai sulla tua strada.

Tutto ci apparve misterioso ed estremamente terrorizzante a dispetto del-le assicurazioni datemi. Non dissi nulla e rimasi seduto tranquillo ed attesi lasuccessiva osservazione la quale era abbastanza prossima.

Tu vedrai, irruppe la voce, tutto il passato, il principio del tuo mondo,lorigine degli dei e perch carri fiammeggianti solcano i cieli con vostro grandeturbamento.

Rispettabile signore, esclamai, Voi fate uso della parola vedere ma i miei

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occhi sono stati rimossi, io sono cieco, non in grado di vedere assolutamentenulla. Ci fu un mormorio di chiara esasperazione e quindi la replica abbastanzaaspra: sappiamo tutto di te, pi di quanto tu possa immaginare. I tuoi occhi sonostati asportati ma il nervo ottico ancora in sede. La nostra scienza in grado diricollegare il nervo ottico e tu vedrai ci che noi vogliamo tu veda.

Questo significa che torner a vedere per sempre?, chiesi.No, non esattamente, venne la risposta. Esiste uno scopo per il quale ti

utilizziamo: liberarti dai legami dai quali la scienza del tuo mondo non ancorain grado di scioglierti, non ci permesso. Ora, basta parlare, convocher i mieiassistenti.

Si ud un colpo sordo seguito da un rumore metallico. Qualcuno parlava; evi-dentemente due persone erano entrate. Sentii la mia sedia traballare e tentai disaltare gi. Con mio orrore mi resi conto che ero completamente bloccato. Nonriuscivo a muovermi non potevo spostare neppure un dito. Perfettamente consa-pevole, venni mosso su questo strano sedile, dal quale si aveva la sensazione discivolare facilmente in ogni direzione, entro un lungo passaggio la cui risonanzasollev in me insolite impressioni. Ci fermammo ad un breve comando e dellemani mi afferrarono per le gambe e sotto le ascelle. Fui facilmente sollevato postodi lato e quindi abbassato. Ero allarmato, terrificato forse la parola migliore.Questo terrore aument quando una benda fu posta attorno al mio braccio destroallaltezza del gomito. La pressione sal ed ebbi la sensazione che il braccio sifosse strappato. Sentii una puntura sullanca sinistra e una straordinaria sensa-zione invase tutto il mio essere. Giunse un ulteriore comando e sulle mie tempievennero applicati due dischi di ghiaccio. Ci fu un ronzio come di unape lontanae lentamente sentii la mia coscienza svanire.

Scintille di fuoco mi apparvero davanti, raggi di luce verde, rossa, porpora ealtri colori. Allora urlai, io non avevo la vista, devo essere dunque nella Terra deidiavoli e costoro stanno preparando delle torture per me. Una fitta dolorosa, lapuntura di un ago, una impressione precisa e il mio spavento cess. Non ebbi pialtre preoccupazioni. Una voce mi parl nella mia lingua, dicendo:non temere,non ti faremo del male. Stiamo adattando le cose in modo che tu possa vedere.Quale colore vedi ora? Dimenticai per un momento la mia paura mentre dicevoche vedevo rosso, vedevo verde e insomma tutti i colori. Urlai stupito; io riuscivoa vedere ma ci che vedevo era cos strano che difficilmente potevo comprenderlo.

Ma come si pu descrivere lindescrivibile? Come si pu configurare unascena quando nella propria lingua non ci sono parole appropriate, quando non

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esistono concetti da adattare al caso? Qui, nel nostro Tibet, noi siamo ben fornitidi parole e frasi dedicate agli dei e diavoli, ma quando si ha a che fare con leopere degli dei o dei diavoli, non so cosa si pu fare, cosa si pu dire, comesi pu descrivere? Posso soltanto affermare che vedevo. Tuttavia la mia vistanon era collocata nel mio corpo e pertanto riuscivo a vedere me stesso. Questafu unesperienza molto scoraggiante, unesperienza che mai vorr ripetere. Malascia che inizi dal principio.

Una delle voci mi disse di informarlo quando avrei visto rosso, quando verdee altri colori. Poi una terrificante esperienza! Esplose un lampo incredibile, emi ritrovai a vedere, e questa credo sia la sola parola appropriata, una scenainteramente aliena a qualsiasi cosa avessi mai conosciuto. Mi trovavo in unaposizione in cui non stavo n seduto n sdraiato ero inclinato e sostenuto da ciche sembrava essere una piattaforma metallica che a sua volta appariva sorrettada un solo pilastro. Per un momento tornai a sentirmi molto spaventato in quantolintero meccanismo avrebbe potuto cedere ed io con lui. Latmosfera generaleera di una pulizia mai vista. Le pareti, di qualche materiale brillante, erano senzamacchia, erano di una tonalit di verde molto piacevole, molto conciliante.

Questa curiosa stanza, che poi era davvero larga stando alle proporzioni allequali io ero abituato, cerano massicci pezzi di attrezzature per le quali non cisono parole che potrebbero illustrartene le stranezze.

Ma la gente in quella stanza! Ah veramente mi diede una emozione stupenda,una emozione che quasi mi rendeva delirante e urlante, allora pensai che forseera solo una distorsione causata da qualche trucco di questa visione artificiale cheavevano dato, no prestato, a me. Cera un uomo, in piedi, accanto ad una speciedi macchina; giudicai che era alto almeno due volte il nostro pi grande censore.Direi alto quattordici piedi ed aveva una testa conica veramente straordinaria,una testa che si innalzava quasi come la parte terminale pi piccola di un uovo.Egli era completamente privo di capelli, ed era immenso. Mi sembrava vestitodi una specie di veste verde, costoro erano tutti vestiti di verde che, a proposito,li ricopriva dal collo alle anche e, incredibile a pensare, le braccia fino ai polsi.Ero poi terrificato a osservare le loro mani e scoprire che erano rivestite con unasorta di pelle. Il mio sguardo andava da uno allaltro e tutti avevano questo stranorivestimento sulle mani e mi chiedevo quale significato religioso potesse celare, oforse pensavano che io fossi cos sporco che avrei potuto contagiarli.

Il mio sguardo spaziava tra questi giganti, ce nerano due che, dalle lorofattezze, reputai femmine. Una era molto scura, una molto chiara. Una aveva i

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capelli attorcigliati mentre laltra li aveva lisci e bianchi. Ma non avevo esperienzein fatto di femmine e cos questo un argomento che non dobbiamo discutere e ate non deve interessare.

Le due femmine stavano con lo sguardo fisso su di me poi, una di loro mossela mano nella direzione verso la quale io non avevo ancora guardato. Osservandovidi una cosa incredibile, un nano, uno gnomo, un corpo molto molto piccolo, uncorpo come quello di un bambino di cinque anni. La sua testa per era enorme,una grande cupola calva, nessuna traccia anche minima di capelli. Il mento erapiccolo, molto piccolo e la bocca, non era una bocca come quella che noi abbiamo,mostrava un orifizio di forma triangolare. Il naso era appena accennato, non unaprotuberanza ma solo una leggera increspatura. Costui era ovviamente la personapi importante perch gli altri guardavano nella sua direzione con deferenterispetto.

Quella donna mosse nuovamente la sua mano e la voce di una persona, che ionon avevo notato prima, parl nella mia lingua dicendo: Guarda avanti, non riescia vederti? Linterlocutore entr nel mio raggio visivo. Costui sembrava essere ilpi normale di tutti sebbene, avrei detto che agghindato poteva essere un mercante,forse un mercante indiano, cos hai idea di quanto normale egli fosse. Fece poiqualche passo avanti ed indic una certa sostanza molto lucida. Vi fissai sopra ilmio sguardo, almeno cos supposi perch la mia vista era fuori dal mio corpo. Nonavevo occhi, ma dove era finita quella cosa che vedeva per me? Poi mi accorsiche un oggetto a forma di scatola era attaccato ad una piccola piattaforma fissataa questo strano sedile di metallo sul quale mi trovavo. Mi chiedevo come potessivedere quella cosa attraverso la quale vedevo. Poi mi accorsi che quelloggetto difronte a me, quella roba lucida, era una specie di riflettore. Luomo, quello pinormale, lo spost appena e ne alter langolatura. Allora strillai per lorrore e lacosternazione perch mi vidi sdraiato sulla piattaforma. Avevo visto me stessoprima che mi fossero strappati gli occhi. A volte, quando mi sporgevo dai bordidi un ruscello per bere, mi vedevo riflesso nelle limpide acque, e cos potevoriconoscermi. Ma qui, in questo riflesso di superficie, vidi una figura emaciataquasi sul punto di morire. Una fascia avvolgeva un braccio, ed unaltra avvolgevalanca. Da quelle fasciature fuoriuscivano dei tubi insoliti che finivano oltre ilraggio della mia vista. Un tubo sporgeva da una narice ed andava ad una bottigliatrasparente legata ad una bacchetta di metallo accanto a me.

Ma la testa, la testa! Solo a stento posso ricordare e mantenermi calmo. Dallatesta, proprio sopra la fronte, sporgevano un numero di pezzi di metallo insieme a

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ci che sembravano cordicelle derivanti da quegli elementi. Le cordicelle condu-cevano principalmente ad una scatola che io avevo visto sulla piccola piattaformadi metallo accanto a me. Immaginai che ci fosse una estensione del mio nervoottico che andava a quella scatola nera. Vidi tutto questo con orrore crescente etentai di strapparmi quelle cose, ma mi resi conto che non potevo ancora muover-mi, non potevo assolutamente muovere neppure un dito. Potevo solo restare l esubire quella situazione. Luomo dalle sembianze pi normali allung la manoverso la scatola nera e se io fossi stato nella condizione di fare qualcosa, mi sareiviolentemente sottratto a quanto accadeva. Pensai che stesse battendo le dita indirezione della mia vista. Lillusione fu cos completa ma, per la verit, egli avevasemplicemente mosso un po la scatola ed io percepii una diversa visione dellecose. Potevo osservare attorno la parte posteriore della piattaforma sulla qualestavo e vedevo anche due altre persone che stavano l. Esse sembravano abbastan-za normali; una era bianca e laltra era gialla, gialla come uno della Mongolia.Stavano in piedi e mi guardavano senza battere ciglio e apparentemente prive diinteresse. Sembravano piuttosto annoiate di tutta la faccenda. Mi ricordo di averpensato che se quelle due figure si fossero trovate al mio posto non si sarebbero dicerto annoiate. La voce parl ancora e disse: Bene, questa per un po sar la tuavista. Questi tubi ti nutriranno. Ci sono altri tubi che hanno il compito di drenareed attendere a diverse funzioni. Per il momento non potrai muoverti, diversamente,avremmo temuto che tu, in un momento di pazzia, ti potessi fare del male. Cos,per tua protezione, ti abbiamo immobilizzato ma, non essere spaventato, nessunmale ti accadr. Quando avremo finito ti riporteremo in qualche parte del Tibetcon la tua salute migliorata e sarai del tutto normale ad eccezione che continueraia non avere gli occhi. Sarai daccordo che non potrai andare in giro portandotidietro questa scatola nera, no? Accenn ad un sorriso e si ritrasse di qualchepasso scomparendo dalla mia vista.

La gente si spostava qua e l controllando varie cose. Vi erano un certo numerodi strani aggeggi a forma circolare simili a finestre coperte con splendidi vetri.Ma dietro non sembrava ci fosse nulla di importante se non un piccolo indicatoreche si muoveva o che puntava su certi curiosi segni. Ci non mi significava nientee gli diedi solo uno sguardo superficiale poich andavano cos al di l della miacomprensione che passai oltre come cose assurde.

Il tempo passava ed io giacevo l n ritemprato n stanco, in uno stato di stasiquasi di insensibilit. Certo non soffrivo, certo non ero pi cos preoccupato;sentivo un sottile cambiamento chimico nel mio corpo.

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Al margine del mio raggio di visione rilevai che una persona girava unaserie di manopole che uscivano da un mucchio di tubi di vetro tutti uniti ad unaincastellatura di metallo. Come questa persona le toccava, accadeva che dellecosine, dietro la piccola finestra, mostravano diverse indicazioni. Luomo pipiccolo, quello a cui io ho accennato come un nano, uno che sembrava presiederetutto, disse qualcosa. Allora dentro il raggio della mia vista apparve uno che miparl nella mia lingua e mi inform che per un certo tempo mi avrebbero fattodormire in modo da ritemprarmi. Quando riposo e nutrimento sarebbero statisufficienti, allora mi avrebbero mostrato ci che si doveva.

Come ebbe esplicitamente finito di parlare la mia coscienza nuovamente sidilegu, come se fosse stata spenta. Pi tardi mi resi conto che quello era il metodomigliore. Infatti essi avevano un sistema per cui istantaneamente, e senza danno,linconsapevole poteva essere indotto con la rapidit dello schioccare delle dita.

Quanto tempo dormii, o fui inconsapevole, non ho i mezzi per saperlo, potevaesser stata unora o anche un giorno. La mia sveglia fu istantanea come la miaperdita di coscienza.

Con mio profondo dispiacere la nuova vista non era attivata. Cos ero ciecocome prima. Strani suoni salivano alle mie orecchie, rumori di metallo contrometallo, il tintinnio del vetro poi rapidi passi allontanarsi.

Ancora un cigolio metallico e poi tutto si acquiet per pochi momenti. Rimasil a pensare, meravigliandomi degli strani eventi che avevano portato tanta agita-zione nella mia vita. Una forte ansiet e inquietudine sgorgavano nel mio intimo;poi accadde un diversivo.

Un suono improvviso di passi, corti e cadenzati, giunse alle mie orecchie. Duegruppi di persone, accompagnate da un lontano mormorio di voci, si avvicinavano.Il suono aumentava e giunse nella mia stanza. Di nuovo lo scorrere di qualcosa dimetallico e due donne, perch cos che determinai, vennero verso di me usandoquel loro tono di voce vigoroso, ambedue parlavano nello stesso momento, ocos mi sembrava. Poi si fermarono, una sul mio lato sinistro ed una sul mio latodestro quindi, orrore degli orrori, mi tolsero via la mia unica copertura. Non ci funulla chio potessi fare. Impotente ed immobile ero disteso alla merc di questefemmine. Nudo, nudo come il giorno che nacqui. Nudo davanti allo sguardo diqueste donne sconosciute. Io, un monaco, che non sapeva nulla delle donne, dellequali (lascia che lo confessi liberamente) ero terrificato.

Il vecchio eremita si ferm. Il giovane monaco lo fissava con orrore pensando alterribile trattamento di quei momenti. Sopra la fronte del vecchio una pellicola di

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sudore irrorava la pelle tirata come egli riviveva quei tempi terribili. Stringendosile mani raggiunse la sua ciotola piena dacqua; ne prese alcuni sorsi e la riposecon cura dietro di s.

Ma il peggio doveva ancora arrivare, balbett esitante. La giovane donna mirotol su un fianco e port un tubo dentro una parte non menzionabile del miocorpo. Il liquido entr ed io mi sentii come scoppiare. Poi, senza cerimonie,fui sollevato ed un freddo recipiente venne posto sotto le mie regioni inferiori.Debbo, per modestia, trattenermi dal descrivere cosa accadde dopo di fronte aquelle femmine. Ma ci era semplicemente linizio. Lavarono tutto il mio corpomostrando, senza vergogna alcuna, la pi grande familiarit con le parti privatedella persona del maschio. Io arrossii ed in me crebbero profondi turbamenti.Aguzze bacchette di metallo furono pigiate dentro di me ed il tubo dalle mie naricifu tolto e rimpiazzato da un altro nuovo che venne spinto allinterno rudemente.Poi un lenzuolo venne steso sul mio corpo dal collo ai piedi. Ma ancora nonavevano finito. Poi ci fu un doloroso strappo al mio scalpo ed una sostanzaappiccicosa ed irritante vi fu spalmata sopra. Tutto ci mentre le giovani femminechiacchieravano e ridevano scioccamente come se i diavoli gli avessero rubato ilcervello.

Trascorse un bel po di tempo e poi venne ancora quel rumore metallico e passipesanti si avvicinarono, cosa questultima che smorz il blaterare delle femmine.La voce mi salut nella mia lingua ed aggiunse: come stai?.

Terribile!, replicai con tutti i sentimenti, le tue femmine mi hanno denudatoed hanno abusato del mio corpo in una maniera troppo scioccante da esserecreduto.

Egli sembrava trarre intenso divertimento dalle mie osservazioni. In effetti,a voler essere abbastanza candido, egli grid in segno di dileggio e non fecenulla per placare il mio sdegno. Era necessario che tu fossi lavato, disse, eranecessario che il tuo corpo fosse pulito e libero ed con lo stesso metodo che tinutriamo. Anche i numerosi tubi e collegamenti elettrici dovevano essere sostituiticon altri sterilizzati. Lincisione sul tuo cranio stata fatta per una esigenzaintrospettiva e poi riparata. Rimarranno solo cicatrici, appena visibili, quandolascerai questo posto-

Il vecchio eremita si chin avanti, verso il giovane monaco. Vedi, disse, qui,sopra la mia testa ci sono cinque punti- Il giovane si alz in piedi e guard conprofondo interesse sul cranio delleremita. Si, i segni erano l, ciascuno lungocirca due pollici mostravano lavvolgimento della morte bianca. Quale spavento,

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pens il giovane, dover sottostare a simili esperienze per mano di femmine.Involontariamente rabbrivid e repentinamente si sedette come se avesse temutoun attacco alle spalle!

Leremita continu: ma perch quelle femmine dovevano abusare di me?Perch non eseguito da uomini se quel trattamento doveva essere necessario?

Il mio sequestratore, perch cos che lo consideravo, rise di nuovo e replic:Mio caro uomo, non essere cos stupidamente pudico. Il tuo corpo nudo, cometale, non significava niente a loro. Qui tutti giriamo nudi la maggior parte deltempo, quando non lavoriamo. Il corpo il tempio del super io e cos puro.Coloro che sono pudici hanno pensieri morbosi. Quelle donne che attendevano ate non facevano altro che il loro mestiere; infatti, sono infermiere addestrate perquesto genere di lavoro.

Ma perch non posso muovermi?, domandai, e perch non mi permessovedere? una tortura!

Non ti puoi muovere, rispose, perch potresti piegare gli elettrodi e ferirti,o rovinare il nostro apparato. Inoltre non possiamo permettere che tu ti abituitroppo alla vista perch quando non sarai pi qui tornerai nella tua cecit e pifai, ora, uso della vista e pi si assottiglieranno le percezioni dei tuoi sensi tattili;quei sensi che i ciechi sviluppano. Sarebbe una tortura se ti concedessimo lavista fino al giorno della tua partenza, perch in questo modo saresti poi privodi aiuto. Tu sei qui non per tuo piacere ma per ascoltare e vedere e diventare undeposito di conoscenza per un altro che verr a te per riceverla. Normalmentequesta conoscenza andrebbe scritta, ma noi temiamo i furori di altri Sacri libri oScritture. Ci che tu assorbirai e trasmetterai verr pi tardi scritto. Nel frattemporicordati che sei qui per il nostro scopo, non per il tuo.

Nella caverna ogni cosa era immobile. Il vecchio eremita si ferm e disse:Colgo il momento per fare una pausa, devo riposarmi un po. Tu devi prenderelacqua e pulire la caverna. Lorzo deve essere macinato.

Desidera che pulisca la parte pi interna, grande venerabile?, chiese ilgiovane monaco.

No, lo far io dopo essermi riposato, ma tu raccogli pi sabbia per me elasciala qui. Rovist poi pigramente in un piccolo recesso in una delle pareti dipietra e aggiunse: Dopo aver mangiato la tsampa e nientaltro che tsampa per pidi diciotto anni, prosegu penosamente, sento uno strano desiderio di assaggiarealtri cibi anche una sola volta prima di andare dove di ci non avr necessit.

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Scosse la sua bianca, vecchia testa e aggiunse: Forse lo shock di un cibodiverso mi ucciderebbe.

Detto questo si diresse verso quella parte privata della caverna, un luogo incui il giovane non doveva entrare. Il ragazzo raccolse un robusto pezzo di ramopresso lentrata e vigorosamente cominci a rimuovere la compatta superficie delpavimento.

Spazzando via la dura crosta, radun lintera massa fuori allaperto insiemecon il materiale di scarto. Via, via trasport, sempre pi stancamente manciate disabbia raccolte nella sua veste piegata, poi la sparse sul pavimento della cavernapigiandola convenientemente. Ci vollero ancora sei viaggi, alle sponde del lago,perch ci fosse abbastanza sabbia anche per leremita.

Nella cavit profonda della caverna cera una roccia alta e appuntita, con unavvallamento formatosi con lerosione dellacqua anni fa. In questo avvallamento,il ragazzo vers due manciate dorzo. Accanto cera una pietra rotonda e pesanteutile per lo scopo. Sollevandola con un certo sforzo, il giovane monaco si chiesein quale modo, un cos antico uomo cieco e debilitato dalle privazioni comeleremita, potesse adoperarla. Ma lorzo, gi tostato, doveva essere macinato.Abbassando una pietra con un tonfo sordo la fece ruotare di un mezzo giro e poiindietro ancora di mezzo prima di risollevarla per un nuovo colpo.

And avanti cos con monotonia, rompendo lorzo e ruotando la pietra pertriturare i grani pi finemente per raccogliere poi la farina polverizzata e sostituirlacon altri chicchi. Tunk!, Tunk!, Tunk! Alla fine, con le braccia e la schienadoloranti si ritenne soddisfatto della quantit. Pul poi la roccia e la pietra con lasabbia per rimuovere i grani attaccati. Ripose con cura lorzo macinato in unavecchia scatola tenuta apposta e sfinito si mosse per rientrare nella caverna.

Nel tardo pomeriggio il sole ancora splendeva ed irradiava calore. Il giovanemonaco era disteso su di una roccia e pigramente mescolava con le dita la suatsampa. Un piccolo uccello era appollaiato su di un ramo e, con la testa piegata dilato, osservava ogni cosa con sfacciata confidenza. Dalle calme acque del lagoun grosso pesce salt con pieno successo afferrando un insetto volante. Vicino,alla base di un albero, un roditore era occupato a scavarsi una tana abbastanzadimentico della presenza del giovane monaco. Una nuvola oscur il calore deiraggi del sole ed il ragazzo rabbrivid al freddo improvviso. Salt in piedi, sciacqula ciotola e la lucid con la sabbia. Luccello vol via cinguettando allarmato,mentre il roditore si affrett a girare attorno al tronco dellalbero per poi osservaregli eventi con il suo occhio piccolo e lucente. Riposta la ciotola nella veste, il

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ragazzo allung il passo verso la caverna.Nella caverna il vecchio eremita stava seduto, non eretto, con la schiena contro

la parete. Mi piacerebbe sentire il calore di un fuoco ancora una volta, disse,non sono stato in grado di prepararlo negli ultimi sessantanni, forse pi. Neaccenderesti uno per me cos potremo sedere presso lentrata?

Con molto piacere, rispose il giovane, avete un selce o un acciarino?No, non ho nulla se non la mia ciotola, la mia scatola dellorzo e le due

vesti. Non posseggo neppure una coperta. Allora il ragazzo pos la sua copertaconsunta sulle spalle del vecchio ed usc allaperto.

A poca distanza dalla caverna una vecchia roccia era caduta sparpagliandoa terra numerosi frammenti. Qui il giovane selezion attentamente due selcirotondi che potevano stare agevolmente nel palmo della sua mano. Prov adavvicinarli luno allaltro ed a strofinarli ben bene. Si ritenne soddisfatto di averottenuto una lievissima scintilla al primo tentativo. Ripose i due acciarini nellaveste e si avvicin allapertura di un tronco dalbero che, ovviamente, era statocolpito tempo addietro da un fulmine. Esplor il suo interno e ne tir fuori alcunemanciate di polvere di legno. Con cura le ripose nella sua veste e provvide araccogliere alcuni rami e rametti rinsecchiti attorno al tronco.

Lo sforzo tass dolorosamente il giovane che, a fatica, risaliva il sentiero versola caverna. Nei pressi dellentrata lasci cadere il carico lontano dalla parte incui il vento prevaleva per intensit di modo che il fumo non avrebbe invaso lacaverna.

Nel suolo sabbioso il giovane scav una cunetta e vi dispose, in modo incro-ciato, i rametti spezzati e li ricopr con la polvere del tronco marcito, poi si piegin avanti fin quasi a coprire la buca e con una certa grinta cominci a strofinare traloro le due pietrine finch una piccola, povera scintilla non avrebbe colpito la mo-desta fascina. Prov di nuovo e poi di nuovo ed una scintilla finalmente apparve.Il giovane si curv ancora quasi a toccare i polmoni sul terreno e attentamente, ocos attentamente, soffi verso la preziosa lingua di fuoco che lentamente andavacrescendo. Altri rametti vennero aggiunti e rami tuttintorno. Soffi ancora e lafiamma si alz pi viva distribuendosi e allargandosi lentamente. Neppure unamadre avrebbe dato tanto al suo primo bambino quanto egli dedic al suo piccolofuoco. Finalmente la fiamma era alta e sfavillava e, trionfante, il ragazzo comincia ricoprirlo di rami sempre pi grossi. Grande venerabile, disse il giovane rivoltoalleremita, il nostro fuoco pronto, posso darvi assistenza?

Giudiziosamente mise nella mano del vecchio un robusto bastone, poi lo aiut

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ad alzarsi in piedi ponendogli un braccio attorno alla vita e lentamente lo condusseaccanto alla fiamma e lontano dal fumo.

Vado a prendere della legna per la notte, disse il giovane monaco, ma primaripongo questi acciarini nella caverna in modo che rimangano asciutti. Cosdicendo aggiust nuovamente la coperta sulle spalle del pi anziano, gli avvicinla ciotola dellacqua ed entr nella caverna per deporre le selci accanto alla scatoladellorzo.

Prima di lasciare il posto, il ragazzo mise degli altri legni sul fuoco e si accertche il Vecchio fosse al sicuro da eventuali scintille.

Terminato il sentiero si avvi in quel lato del campo in cui i mercanti avevanosoggiornato. Costoro potrebbero aver lasciato del legname, egli pens. Megliodel legno, per, essi avevano trascurato un contenitore di metallo. Chiaramente,questo, era caduto, non visto, al momento in cui gli yak venivano caricati, oquando si stavano muovendo. Forse uno yak aveva scalciato il contenitore vuotofacendolo rotolare dietro una roccia. Comunque per il giovane questo era un verotesoro. Ora lacqua poteva essere scaldata! Un bastone a punta giaceva sotto lalatta, quale ne fosse lo scopo il giovane monaco non ebbe modo di capirlo, ma ilsuo uso era indiscutibile.

Ingegnosamente il giovane radun da un vicino boschetto una soddisfacentepila di legna che viaggio dopo viaggio trasport alla caverna. Il ragazzo non parlalleremita della sua scoperta; egli desiderava sedersi e gustare il piacere dellasoddisfazione che il vecchio avrebbe provato nellavere dellacqua calda.

Lultimo carico di legna era troppo leggero e sarebbe stato un viaggio sprecato.Cos il giovane girovag in cerca di un buon ramo. Nel vicino boschetto, accantoalle sponde del lago, simbatt improvvisamente in un mucchio di stracci. Comefossero finiti l non lo sapeva di certo.

Sorpreso, si mosse per raccoglierli ma, un rantolo improvviso lo mand agambe per aria. Si chin per vedere cosa fossero quei cenci e, quei cenci, eranoun uomo, un uomo la cui magrezza metteva spavento! Attorno al collo aveva unagogna, un asse di legno di cui una parte scendeva lungo il petto ed unaltra partelungo la schiena per circa mezzo piede. Le due met erano tenute insieme dauna cerniera e dal lato opposto da un fermaglio e lucchetto. Al centro il legnoera modellato perch aderisse al collo del portatore. Luomo era uno scheletrovivente.

Il giovane lasciatosi cadere sulle ginocchia cominci a spingere di lato frondee rametti, poi rialzatosi si affrett al lago a prendere dellacqua che, tornato

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velocemente dalluomo, vers nella sua bocca leggermente aperta. Luomo sospire apr gli occhi contento della vista di un monaco chino su di lui. Ho provato abere, egli mormor, ma caddi in acqua e con questa tavola per poco non affogavo.Rimasi in balia della corrente per giorni e soltanto da poco che ho potuto risalirela sponda!

Si ferm esausto. Il ragazzo gli fece bere ancora acqua e poi dellaltra mesco-lata a farina dorzo. Puoi togliermi questa roba di dosso?, luomo domand.Se colpisci questo lucchetto tra due sassi si aprir.

Il giovane si alz e torn al lago per cercare due pietre consistenti. Ritornato,piazz la pietra pi larga sotto il bordo della roccia e gli assest un sincerocolpo con laltra. Prova laltro lato, disse luomo, colpiscilo dove il perno loattraversa poi spingilo gi con forza. Attentamente il giovane gir il lucchettodal lato opposto e colp nuovamente nel punto indicato. Lo spinse ancora efinalmente, si ud lo scricchiolio di un meccanismo arrugginito e il lucchettocedette. Delicatamente separ le due tavole e liber il collo delluomo il qualerecava ferite cos profonde che stillavano sangue.

La bruceremo questa, disse il giovane monaco, peccato disfarsene.

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Capitolo 3

Per qualche tempo, il giovane monaco rimase seduto a curare la testa feritadelluomo e tentare di nutrirlo con piccole quantit di tsampa. Alla fine salt su edisse: Dovr trasportarvi alla caverna delleremita.

Cos dicendo, sollev luomo e se lo caric su una spalla a faccia in giarrotolato come una coperta.

Barcollando sotto il peso, il ragazzo attravers il boschetto e sal per il viot-tolo sassoso fino a raggiungere la caverna. Dopo quello che sembr un viaggiosenza fine il giovane lasci con delicatezza scivolare luomo a terra e lo deposeaccanto al fuoco. Grande venerabile, disse poi, ho rinvenuto questuomo in unboschetto accanto al lago. Aveva una gogna intorno al collo ed molto malato.Ho provveduto a rimuovere la gogna e lho trasportato qui-

Intanto con un ramo fitto di fogliame il giovane agitava il fuoco cos davivacizzarlo mentre laria andava via via diffondendo un profumo di legna bruciata.Fermandosi solo per aggiungere altra legna, si gir a guardare il vecchio eremita.

La gogna, eh?, ribatt questultimo, ci vuol dire che un condannato. Macosa fa qui un condannato? Beh, lasciamo perdere, se sta male dobbiamo cercaredi fare del nostro meglio per curarlo. Forse pu parlare?

Si, grande venerabile, mormor luomo con un fil di voce, sono andatotroppo lontano ormai per essere aiutato fisicamente, ho bisogno di aiuto spiritualecos chio possa morire in pace. Posso parlarvi?

Certamente, rispose il vecchio eremita, parlate, noi vi ascoltiamo.Allestremo delle sue forze luomo si bagn le labbra con lacqua passatagli

dal giovane monaco, si schiar la gola e cominci.Ero un argentiere di successo nella citt di Lhasa. Gli affari andavano bene,

persino dalle lamaserie arrivava del lavoro. Poi, oh maledizione delle maledizioni,

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i mercanti indiani importarono merci a basso costo dai bazar dellIndia. Coseche chiamavano produzioni di massa. Roba inferiore, scadente. Roba neppure daguardare! Gli affari precipitarono. Ero a corto di soldi. Mia moglie non se la sentdi superare le avversit e se ne and nel letto di un altro. Nel letto di un riccomercante che laveva bramata ancor prima che io la sposassi. Un mercante chefino a quel momento non era ancora stato toccato dalla concorrenza. Nessuno acui rivolgermi per chiedere aiuto, nessuno disposto a proteggermi, nessuno dalquale sperare qualcosa.

Si ferm, sopraffatto dallamarezza. Il vecchio eremita e il giovane monacorimasero in silenzio in attesa che luomo si riprendesse. Quindi continu:

La concorrenza aument, giunse un tale dalla Cina con della merce ancorapi a buon mercato; i miei affari cessarono del tutto. Non mi rimasero che i mobiliche nessuno voleva. Un giorno, un mercante indiano buss alla porta per offrimiun prezzo offensivo per la mia casa e per tutto ci che conteneva. Rifiutai ed eglisi beff di me dicendo che presto si sarebbe preso tutto per niente. Affamato emalato di cuore persi le staffe e lo buttai fuori. Cadde di testa e accidentalmentebatt una tempia su una pietra.

Ancora una volta luomo si ferm per lemozione dei suoi pensieri e nuova-mente gli astanti rimasero in silenzio.

Venni circondato dalla folla, riprese luomo, alcuni minacciandomi, altridifendendomi. Venni trascinato di fronte ad un magistrato che ascolt la storia. Dicoloro che vennero interrogati molti parlarono a mio favore, molti a mio sfavore.Infine fu deliberato che per un anno avrei dovuto indossare la gogna. Lo strumentomi venne posto attorno al collo e chiuso saldamente. Non potevo pi nutrirmi nbere, sempre costretto a dipendere dal buon cuore degli altri. Non potevo lavoraree quindi obbligato a chiedere lelemosina ma non soltanto per mangiare ma ancheper essere imboccato. Non potevo stendermi e forzato a stare in piedi o seduto.

Luomo divent ancora pi pallido, sembrava sul punto di svenire. Il giovanemonaco disse: Grande venerabile, ho trovato un contenitore sul luogo dove imercanti si accampano vado a prenderlo cos potr fare del t.

Ci detto si alz e percorse il sentiero dove aveva lasciato il contenitore, ilchiodo e la gogna. Scavando un po qui e un po l nel sottobosco trov un uncinoche evidentemente apparteneva al contenitore. Riemp il contenitore dacqua,dopo averlo pulito con della sabbia e riprese il sentiero per la caverna portandocon s anche il chiodo, luncino e la gogna. Appena giunse gett, con gioia, lagogna nel fuoco. Mille scintille ne scaturirono e nuvole di fumo si levarono ad

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ondate mentre dal buco principale dello strumento si sollev una solida colonnadi fiamme.

Il giovane monaco, entrato nella caverna ne usc con i doni recentemente offertidai mercanti: un mattone di t, un pane di burro di yak polveroso e abbastanzamarcito pur tuttavia ancora riconoscibile come burro. Infine un piccolo sacco dizucchero marrone quale rarit.

Fuori, accanto al fuoco, il ragazzo fece scivolare un liscio bastone attraversole maniglie del contenitore e lo pos al centro del fuoco. Ritir poi il bastone elo mise da parte. Ruppe in pezzi il mattone del t cos che le parti pi piccolepotevano essere gettate nellacqua che cominciava a bollire. Con laiuto di unsasso piatto e acuminato stacc un pezzo di burro che un al t. Una piccolaquantit di borace fu necessaria per infondere sapore e quindi, oh meraviglia,unintera manciata di zucchero. Con un rametto pulito e pelato il giovane mescolenergicamente la massa.

Il vecchio eremita aveva seguito il procedimento con grande interesse. Permezzo dei suoni era stato allerta ed aveva compreso lavanzare delle varie fasi dicottura del t. Cos adesso, senza domandare, aveva allungato la sua ciotola. Ilgiovane monaco la prese e la riemp a met dopo aver schiumato la superficie dellapignatta. Il condannato sussurr che la sua ciotola era nel suo cencio. Gli fu servitauna scodella piena in quanto possedendo la vista non ne avrebbe versata neppureuna goccia. Il giovane monaco riemp poi la sua nella quale vi si immerse conun moto di soddisfazione che spetta a coloro che hanno lavorato duramente perqualcosa. Per un po tutto fu tranquillo; ognuno era assorbito nei propri pensieri.Ogni tanto il ragazzo si alzava per riempire la ciotola dei suoi compagni ed anchela sua.

La sera si inoltrava sempre pi nel buio della notte, un vento gelido giravafra gli alberi che sollevavano un vibrato mormorio di protesta. Le acque del lagocrescevano increspandosi e le onde gemevano e sospiravano fra il pietrisco dellitorale. Delicatamente, il giovane monaco prese per mano il vecchio eremita e locondusse nel buio profondo della caverna, quindi ritorn per accudire largentiere.Come il ragazzo lo sollev egli apr gli occhi.

Debbo parlare, disse, perch in me c ancora poca vita. Il ragazzo lo portdentro la caverna e sistem la sabbia per agevolare le due anche sporgenti e neradun un mucchietto perch potesse poggiarvi la testa.

Si prodig per ammucchiare terreno sabbioso attorno al fuoco in modo chelumido della sabbia non permettesse alla fiamma di ardere durante la notte. Il

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giorno dopo, con i tizzoni rimasti incandescenti, si sarebbe facilmente potutoriattivare.

Con i tre uomini, uno anziano, uno di mezza et ed uno sulla soglia delletvirile, seduti o distesi uno accanto allaltro, il condannato parl di nuovo.

Il mio tempo diventa sempre pi breve, disse, sento che i miei antenati sonopronti a ricevermi e a darmi il benvenuto a casa. Per un anno ho sopportato grandisofferenze. Per un anno ho errato tra Lhasa e Phari cercando cibo, cercando aiuto,cercando sempre. Ho incontrato grandi Lama che mi hanno allontanato a calcied altri invece impietosirsi. Ho potuto constatare che gli umili, che avevano untempo sofferto la fame, venivano in mio soccorso. Per un anno ho vagato come lamaggior parte dei nomadi. Ho lottato con i cani per prendere il loro cibo e perrendermi poi conto che con le mie mani non avrei raggiunto la bocca-

Quindi si ferm e prese un sorso di t che, ora, per via del burro, si era quasicongelato.

Ma come hai potuto arrivare fin qui?, domand leremita con voce tremula.Mi diressi verso la lontana sponda del lago per bere ma la gogna mi sbilanci

e caddi in acqua. Un forte vento mi spinse lontano cos chio vidi, per giorni egiorni, lalba inseguire il tramonto. Gli uccelli si posavano sulla gogna tentando distrapparmi gli occhi con il loro becco, ma io strillavo ed essi spaventati volavanovia. Lacqua mi trasportava ad una considerevole velocit finch persi conoscenzae il corpo rimase in balia della corrente. Oggi, alle prime ore del giorno, i mieipiedi toccarono il fondo del lago ed allora mi sollevai. Sopra la mia testa giravaun avvoltoio cos chio lottai fino a trascinarmi sul litorale per cadere strematonel boschetto dove il giovane padre mi ha rinvenuto. Ho pagato un tributo elevato,sono ormai privo di forze e presto sar in Paradiso.

Riposa questa notte, disse il vecchio eremita, gli Spiriti della notte sono inagitazione. Dobbiamo compiere i nostri viaggi astrali prima che sia troppo tardi.

Con laiuto del suo robusto bastone si alz in piedi e zoppicante si port infondo alla caverna. Il giovane monaco diede un po di tsampa alluomo malato, loaccomod pi confortevolmente poi si sdrai a pensare alle cose accadute quelgiorno finch il sonno non lo vinse.

La Luna apparve in tutta la sua pienezza e maestosamente si mosse per rag-giungere laltro fianco del cielo. I rumori della notte cambiavano di ora in ora. Siascoltavano insetti ronzare mentre lontano si udiva il grido discreto di un uccellonotturno. Le catene dei monti scoppiettavano mano mano che le rocce ghiaccia-vano e si contraevano nellaria della notte. Nelle vicinanze, una cascata dacqua

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prest alla notte il suo eco che rimbalzando fra le rocce sembrava voler scolpireun tatuaggio sulla terra coriacea. Un roditore notturno chiam urgentemente ilproprio compagno e cose sconosciute stormivano e frusciavano fra i banchi disabbia. Gradualmente le stelle impallidirono ed i primi messaggi di luce, dellanuova alba, saettarono attraverso il cielo.

Improvvisamente, come se elettrizzato, il giovane monaco salt diritto inpiedi. Completamente desto cercava invano di penetrare il buio della caverna.Trattenendo il respiro egli si concentr nellascolto. Nessun ladro sarebbe venutoqui, pens, chiunque sa che il vecchio eremita non possiede nulla. Il vecchioeremita forse stava male, si domand il ragazzo. Cautamente tent allora di farsistrada verso la fine della caverna.

Grande venerabile! Va tutto bene?, chiese. Arriv agitata la voce del vecchio-S, forse il nostro ospite, non credi?

Il giovane sent dessere stato sciocco, aveva infatti dimenticato completamenteil condannato. Si volt e raggiunse di corsa il luogo dellentrata che mostravauna oscura macchia grigia. S, il fuoco ben protetto era ancora vivo. Afferratoun legno il monaco lo infil nella parte pi incandescente e soffi con forza. Lafiamma spunt ed egli aggiunse nuovi rami. Stringendo in mano il legno la cuipunta adesso si era ben infuocata, il giovane si precipit nella caverna.

Il tizzone acceso rifletteva sul muro ombre fantastiche che sembravano danzarecon folli movimenti. Il giovane monaco trasal come vide una figura gigantescaapparire riflessa alla debole torcia. Era il vecchio eremita. Il condannato giacevarattrappito ai piedi del ragazzo, le gambe contratte raggiungevano il torace. Latorcia illuminava i suoi occhi spalancati conferendogli unimpressione di am-miccamento. Dagli angoli della bocca, completamente dischiusa, colavano duesottili rivoli di sangue, ormai congelato, che attraversate le guance formavano unaturgida pozzetta vicino alle orecchie. Improvvisamente si ud un rantolo e il corposi scosse spasmodicamente, sussult stirandosi e curvandosi poi violentementelasci andare lultimo respiro. Le membra rammollirono e i lineamenti divenneroflaccidi.

Il vecchio eremita e il giovane monaco intonarono insieme la Funzione perla Liberazione degli Spiriti e le istruzioni telepatiche per il suo viaggio verso icampi celesti. Fuori dalla caverna la luce aument il suo splendore. Gli uccelliiniziarono il loro canto, era nato un nuovo giorno, sebbene qui ci fosse la morte.

Dovrai rimuovere il corpo, disse il vecchio eremita, devi smembrarloed estrarre le interiora cos gli avvoltoi potranno assicurare una confacente

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tumulazione aerea.Non abbiamo il coltello grande venerabile, protest il giovane monaco.Ce lho io il coltello, replic leremita, lo conservo da sempre cos che il

mio corpo possa un giorno essere sottoposto allo stesso rituale; eccolo, e una voltacompiuto il tuo dovere riconsegnamelo.

Riluttante il giovane si caric il corpo e lo trasport fuori della caverna. Ac-canto ad una cascata di rocce, vi era una pietra piatta e larga. Con estremo sforzosollev il corpo e lo depose sulla superficie del masso quindi lo spogli del cencioche lo ricopriva. In alto, sopra la testa, si udiva un battito pesante di ali. I primiavvoltoi apparvero attirati dallodore della morte. Rabbrividendo, il giovane infilla punta del coltello nel magro addome e tir gi. La ferita, cos aperta, rigurgitla massa degli intestini che il ragazzo afferr ed estrasse completamente. Sullaroccia egli distese il cuore, il fegato, i reni e lo stomaco. Il corpo rimase cosvuoto e ricoperto di sangue. Il ragazzo si allontan da quella scena terribile e sidiresse di gran fretta verso il lago. Nellacqua pot sciacquarsi e strofinarsi conmanciate di sabbia fine. Poi, con la massima cura, ripul dalle macchie il coltellodelleremita.

Adesso il giovane monaco stava tremando per il freddo e per il raccapriccio. Ilvento soffiava gelido sopra il suo corpo nudo. Lacqua gocciolando gli dava quasila sensazione che le dita del morto stessero tracciando delle linee sopra la suapelle che rabbrividiva. Velocemente salt fuori dallacqua e si sgrull come uncane, correndo, poi, cerc di riscaldarsi.

Vicino alla caverna raccolse e indoss la veste che in precedenza si era toltoper evitare di macchiarla durante il lavoro di smembratura del corpo. Stava poiper entrare nella caverna quando si ricord che il suo compito non era completato.Lentamente ritorn sui suoi passi fino alla pietra dove gli avvoltoi ancora sicontendevano i bocconi pi prelibati; il giovane rimase stupefatto di quanto pocoera rimasto.

Alcuni avvoltoi appollaiati su una vicina roccia si lisciavano placidamente lepenne ormai paghi. Altri beccavano, pieni di speranza, fra le costole in mostra.La pelle della testa era gi stata tutta rimossa ed il cranio apparve del tutto nudo.

Sollevando una pesante roccia, il giovane monaco la lasci cadere con suf-ficiente forza sul teschio scheletrico frantumandolo come un guscio duovo e,bene inteso, esponendo poi i cervelli ai famelici avvoltoi. Radunate le vesti e laciotola del morto il ragazzo torn al fuoco e ve li gett. Da una parte, ancoraincandescenti, si scorgevano le parti metalliche della gogna, lultima e sola cosa

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che restava di ci che un tempo fu un ricco artigiano con moglie, casa e notevoliabilit. Ponderando la cosa il giovane monaco rientr nella caverna.

Il vecchio eremita era seduto in meditazione ma si dest come il suo minoresi avvicin. Luomo passeggero, luomo fragile, disse, la vita sulla Terranon che illusione e la grande realt risiede oltre. Faremo una pausa veloce e poicontinueremo il passaggio della conoscenza, perch fino a quando non ti avr dettoogni cosa non potr abbandonare il mio corpo e poi desidero che tu faccia per meci che hai fatto per il nostro amico il condannato. Ora dunque mangiamo perchdobbiamo mantenere le nostre forze al meglio. Procura dellacqua e riscaldala.La mia fine cos vicina che posso indugiare su questa piccola cosa.

Il ragazzo prese il recipiente poi usc dalla caverna per raggiungere il lagoevitando, con fastidio, il luogo dove si era sciacquato dalle macchie di sanguedelluomo morto. Con cura, pul il recipiente dentro e fuori. Con cura pul la sco-della del vecchio eremita come pure la propria. Riemp il vaso di acqua che presecon la mano sinistra mentre con la destra agguant un robusto bastone. Un avvol-toio solitario piomb gi per vedere cosa stava accadendo. Atterr pesantemente,mosse qualche passo e poi con un battito di ali torn a sollevarsi nellaria con ungrido di rabbia per essere stato tanto sciocco. Pi avanti, sulla sinistra, un altroavvoltoio, rimpizzatosi oltre ogni limite, stava inutilmente tentando di prendere ilvia. Corse, salt e batt energicamente laria con le sue ali, ma aveva mangiatotroppo. Finalmente rinunci e piegata la testa sotto unala, in segno di vergogna,and a dormire in attesa che la natura riducesse il suo peso. Il giovane ridacchinel pensare che anche gli avvoltoi possono mangiare troppo e nostalgicamentepens a come sarebbe se anche lui avesse loccasione di mangiare molto. Nonaveva mai avuto abbastanza cibo, come la maggioranza dei monaci e, in qualchemodo, era sempre affamato.

Ma si doveva fare il t, il tempo non poteva arrestarsi. Mise il recipiente sulfuoco ed entr nella caverna per prendere il t, il burro, il borace e lo zucchero. Ilvecchio eremita era seduto in attesa quale principale candidato. Ma uno non pustare seduto a bere t troppo a lungo quando le fiamme della vita si abbassano equando la vitalit di un vecchio uomo lentamente si spegne.

Il vecchio eremita si era nuovamente preparato mentre il giovane monacodedicava alla brace ancora alcuni momenti. Il vecchio prezioso amico fuoco,dimenticato da oltre sessanta anni, anni di freddo, anni di completa abnegazione,anni di inedia e privazioni a cui solo la morte poteva mettere fine. Anni in cui ladiversa, completa futilit di esistenza, quale eremita, venne lenita dalla conoscenza

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che fu, dopo tutto, un dovere!

Il giovane monaco ritorn alla caverna pervasa dallodore del legno frescobruciato.

In quel luogo, cos lontano ormai, io ero sdraiato sopra una piattaforma dimetallo. Luomo, il mio sequestratore, mi stava chiarendo che io mi trovavo lnon per mio piacere ma per il loro. Sarei stato un deposito di conoscenza, cossi espresse il vecchio uomo. Io allora risposi: Come pu la cosa rivestire unparticolare interesse per me se sono tenuto prigioniero e privo del desiderio dicollaborazione? Un prigioniero che non ha la pi vaga idea di ci che accadeintorno a lui e dove si trovi? Come posso io avere interesse quando voi miconsiderate meno di un granello di polvere? Sono stato manipolato peggio dicome noi manipoliamo un cadavere utile solo a nutrire avvoltoi. Noi mostriamorispetto ai morti ed ai vivi; lei, senza tante cerimonie, mi tratta come escrementoda gettare in un campo! Pur tuttavia si vanta di essere una persona civile o quelloche sia!

Luomo fu ovviamente urtato, ma affatto impressionato dalla mia esplosione,lo sentii andare su e gi per la stanza nervosamente e lo stropiccio dei suoi piedimi lasciava capire ogni volta che si girava indietro e avanti. Improvvisamente siferm vicino a me e disse: Consulter i miei superiori.

Rapidamente si mosse e prima di allontanarsi prese qualche oggetto duro esi ud un whizz-whizz-whizz e poi ancora un hrrr hrrr seguito da un secco colpometallico e da un suono staccato. Una voce, giudicai. Luomo finalmente parl,emettendo lo stesso tipo di peculiare suono. chiaro che stavano discutendo e lacosa dur per alcuni minuti. Scatti e fragori mi giungevano dalla macchina, poiluomo torn da me.

Prima ti mostrer questa stanza, disse, ti racconter poi di noi, cosa siamo,cosa facciamo e poi sto cercando di venirti incontro con comprensione. Prima ditutto, ecco qui la vista-

La luce torn e vidi di nuovo. Guardavo in su al disotto del mento delluomo,guardavo le sue narici. Il vedere i suoi capelli e le sue narici mi divertironoenormemente per alcune ragioni e cominciai a ridere. Poi egli si abbass ed unodei suoi occhi copr completamente lo schermo della mia visione.

Oh!, esclam, qualcuno ha mosso la scatola-

Il mondo mi gir attorno e lo stomaco si rimescol e vertigini e nausee miassalirono.

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Oh! Spiacente, disse luomo, avrei dovuto spegnere la scatola prima digirarla, non ha importanza, presto ti sentirai meglio, sono cose che succedono!

Ora, ebbi modo di osservarmi. Una esperienza orripilante! Vidi il mio esseregiacere pallido e smorto con tutti quei tubi ed attacchi che fuoriuscivano dal miocorpo. Fu una emozione tremenda soprattutto nel vedere che le mie palpebreerano chiuse. Ero disteso su qualcosa che sembrava una sottile sfoglia di metallosostenuta da un pilastro alla cui base cerano dei pedali, mentre accanto a mecera un bastoncino che teneva una bottiglia di vetro, piena di liquidi colorati, laquale era in qualche modo connessa con il mio corpo.

Luomo disse: Ti trovi sopra un tavolo operatorio. Con questi pedali, e litocc, possiamo metterti in qualunque posizione desiderata.

Sal sopra uno di loro ed il tavolo fluttu tuttintorno. Ne tocc poi un altroed il tavolo sinclin al punto chio temei di cadere. Ancora uno ed il tavolosi sollev tanto che riuscii a vedere lo spazio sotto di questo. Veramente unafantastica esperienza che caus al mio stomaco la pi insolita delle acrobazie.

Le pareti erano chiaramente di metallo e di un verde gradevolissimo.

Non avevo mai visto un simile materiale, liscio, privo di difetti e senza dubbioqualche speciale forma di unione doveva essere stata impiegata perch non ceranotracce di dove queste con il pavimento e il soffitto finivano o cominciavano. Lepareti scorrevano, come si potrebbe dire, nel paviment