Le leggi di Mendel Rosaria Ruggirello 3G

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La Genetica di Mendel La genetica, (dal greco gennao γεννάω = dare vita, generare) è la scienza che studia i geni, l’ereditarietà e la variabilità genetica degli esseri viventi. Pioniere della genetica fu Gregor Johann Mendel, considerato per questo il padre fondatore. http:// www.promoblog.it

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La Genetica di Mendel La genetica, (dal greco gennao γεννάω =

dare vita, generare) è la scienza che studia i geni, l’ereditarietà e la variabilità genetica degli esseri viventi. Pioniere della genetica fu Gregor Johann Mendel, considerato per questo il padre fondatore.

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Gregor Johann Mendel nacque il 20 luglio 1822 in Hynčice, nel nord della Moravia (allora austriaca Slesia) da genitori contadini. Nell’agosto del 1847 venne ordinato sacerdote e restò nel monastero agostiniano di San Tommaso a Brunn (odierna Brno). Ebbe molti interessi e oltre all’insegnamento nella scuola secondaria, si occupò di meteorologia, statistica, matematica e scienze naturali. Mendel, coltivando l'orto dell'abbazia, scoprì i meccanismi di base dell’ereditarietà ed eseguì incroci controllati sulle piante di piselli; soltanto molti anni dopo rivelò i suoi lavori. Oggi è considerato il precursore della moderna genetica per le sue osservazioni sui caratteri ereditari.

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Il lavoro paziente e meticoloso di Mendel gli consentì di Coltivare e analizzare circa 28.000 piante di piselli (Pisum Sativum). Alternando incroci per autoimpollinazione e per impollinazione artificiale, Mendel osservò lo sviluppo e le caratteristiche delle piante e formulò tre leggi fondamentali sull'eredità dei caratteri che segnarono la nascita della genetica. Inoltre, Mendel fu il primo ad usare metodi statistici nella conduzione e nell'analisi delle sue ricerche.

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Mendel identificò 7 caratteri presenti in due forme alternative e nettamente distinguibili senza equivoci.

carattere

altezza della

piantaposizione del fiore

colore del fiore

coloredel

baccello

forma del

baccello

colore del

seme

forma del

seme

Domi

nante

Recessivo

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Mendel scelse alcune piante e le lasciò autoimpollinare per molte generazioni, così facendo ottenne diverse linee pure poiché conservavano invariato uno specifico carattere, in termini genetici rappresentano la “GENERAZIONE PARENTALE” o dei genitori (P). Successivamente verificò l’ipotesi dell’EREDITà PER MESCOLANZA e provò ad incrociare quelle che differivano tra loro per un solo carattere.

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La prima legge di Mendel

è la legge della “DOMINANZA”

Avendo ripetuto più volte tali esperimenti, concluse affermando: “Incrociando due individui che differiscono per un solo carattere puro si ottengono individui in cui si manifesta solo uno dei due caratteri (detto dominante) mentre l'altro (detto recessivo) rimane latente. Questo significa che, in ogni caso, nella generazione successiva (o prima generazione) uno dei caratteri antagonisti non si manifesta mai nel fenotipo.”

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Per confermare questi risultati, Mendel fece autoimpollinare gli individui della F1, cioè gli ibridi con fiore viola (Vb) e trovò nella seconda generazione (F2) che il rapporto tra piante a fiore viola e piante a fiore bianco era di 3:1. Allora ipotizzò che i fattori formassero coppie VV, Vb, Vb, bb e che, a causa della dominanza di V su b, le piante che ereditavano le configurazioni VV, Vb, Vb si presentassero con fiore viola, mentre quelle con i fattori bb avessero fiore bianco.

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Per distinguere gli eterozigoti dagli omozigoti dominanti, egli li incrociò con gli individui a fenotipo recessivo; in circa 2/3 dei casi vennero generate anche piantine a fenotipo recessivo, e questo risultato confermò la sua ipotesi. Quindi sintetizzò il tutto come segue: “Ogni individuo ha per una particolare caratteristica due ALLELI, provenienti ciascuno da uno dei genitori, che si separano (segregano) per la trasmissione alla generazione successiva attraverso i GAMETI”

La seconda legge di Mendel è la legge della “SEGREGAZIONE”

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Mendel proseguì i suoi esperimenti provando ad associare più caratteri. Scelse due linee parentali pure, una pianta alta e con fiori viola e una pianta bassa con fiori bianchi, eseguì l’impollinazione artificiale e ottenne una F1 mista, piante eterozigote VbAt, ma fenotipicamente tutta dominante. Era possibile creare “COMBINAZIONI NUOVE”, non esistenti tra gli individui parentali? Nella seconda generazione la F2 compaiono individui con caratteri variamente associati: i genotipi della generazione F2 sono in rapporto 9:3:3:1.”

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La terza legge di Mendel è la legge dell’ “ASSORTIMENTO INDIPENDENTE”