La Gazzetta dell’Einaudi · PDF file Numero 2 Anno 2 La Gazzetta dell’Einaudi...

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  • Febbraio/Aprile 2017

    Numero 2

    Anno 2

    La Gazzetta dell’Einaudi

    Sommario:

    Giovani e Lavoro 2

    L’umanità oltre le

    sbarre 3

    Peer to peer

    in classe! 4

    Educazione all’ascolto

    e mediazione dei

    conflitti

    5

    Meeting Erasmus 6

    π day 7

    Una magia

    Saracena 8

    9

    Salvador Dalì 10

    11

    Gherardo Colombo:

    oltre i confini 12

    13

    Cerimonia borse di

    studio 14

    15

    ERASMUS

    LEGGIMI

    PiRUN

    TEATRO

    Ins iem

    e… .

  • Pagina 2 La Gazzetta dell’Einaudi

    GIOVANI E LAVORO

    “relazioni umane

    tra professori e

    studenti”

    Giovedì 19 gennaio, accompagnati dalla prof.ssa Mimmo, abbiamo

    partecipato ad un incontro alla Confartigianato di Varese, per rac- contare, insieme ad altri ragazzi provenienti da altre scuole, le no- stre esperienze di alternanza scuola lavoro.

    L’incontro, una sorta di tavola rotonda, è stato utile ed interessan- te, per vari motivi.

    Prima di tutto ha permesso ad ognuno di noi di raccontare le no- stre esperienze lavorative, molto diverse tra loro data la presenza anche di ragazzi provenienti da un liceo scientifico, dal linguistico

    e dallo psico-pedagogico. Ognuno di noi ha avuto l’opportunità di parlare non solo

    dell’esperienza in sé, ma anche dei nostri sogni e dei progetti per il nostro futuro lavorativo. In secondo luogo perché ci ha permesso di confrontarci, attraver-

    so il racconto dei ragazzi delle altre scuole, con esperienze com- pletamente diverse dalle nostre.

    La cosa che ci ha sorpreso di più è stata scoprire che, nonostante provenissimo da scuole diverse ed esperienze di alternanza diver- se, i giudizi che abbiamo dato sul nostro percorso “lavorativo” so-

    no stati tutti positivi. Alcuni di noi sono stati poi intervistati singolarmente, mentre gli

    altri continuavano il confronto e la discussione. L’incontro si è svolto in maniera molto serena e pacata, anche quando le opinioni erano diverse e anche questo è stato di grande

    soddisfazione. Su una cosa noi ragazzi siamo stati completamente d’accordo e

    cioè sul fatto che è ora di mettere da parte i pregiudizi nei nostri confronti: noi non siamo affatto disinteressati al lavoro e nel

    nostro futuro ci crediamo!!!!! I partecipanti del nostro Istituto sono stati: Gaia e Roy di 5O, Dali- la e Letizia della 5N, Nicholas e Klejdis della 4G e Ilaria ed Ilaria

    della 5G

    E’ possibile ascoltare le interviste e vedere la galleria fotografica

    sul sito di Confartigianato Varese, oppure sul sito della nostra

    scuola.

    ILARIA VOLPI

    ILARIA PREALTA CLASSE 5G

    http://www.asarva.org/2017/01/impresa-in-classe-i-ragazzi-insegnano-lalternanza-scuola-lavoro/

  • L'istituto Einaudi di Varese ha dato la possibilità ad alcuni alunni

    dell'indirizzo Socio-sanitario di partecipare ad Convegno sul tema dell’umanità oltre le sbarre, presso il carcere di Bollate (MI). Il giorno 20 Ottobre appena arrivate, gli addetti alla sicurezza del

    carcere ci hanno ritirato, studente per studente, carta d’identità e cellulare che poi ci avrebbero restituito in seguito.

    Il nostro primo pensiero lo abbiamo associato al contrasto che c’era tra l’ambiente freddo e cupo, con le finestre tinte di varie co- lorazioni.

    Una volta condotte dentro abbiamo potuto osservare la struttura dall’interno; era tutto colorato con vari murales di tema diverso e

    inoltre presentava lunghi corridoi divisi in sezione dove i detenuti all’interno ci scrutavano con una strana curiosità. In seguito siamo arrivate in una stanza chiamata “teatro” con al

    centro un grosso tavolo allestito per la conferenza e degli spalti. Dopo esserci sistemate insieme agli altri studenti ed insegnanti, i

    poliziotti hanno condotto alcuni dei detenuti che avevano deciso di aderire a questo progetto all’interno del salone, dove in seguito si sono accomodati vicino a noi e da lì a poco è iniziata la conferenza.

    Sono stati trattati vari temi tra cui l’odio e il perdono personale, la scrittrice Paola Saporiti ci ha illustrato il suo progetto dal nome

    “Caffè Philò”, grazie al quale un piccolo gruppo di detenuti ha la possibilità di esporre il proprio pensiero e di condividere le proprie esperienze personali.

    Durante questo incontro abbiamo avuto la possibilità di scambiare diverse opinioni a riguardo con i detenuti presenti. A nostro parere

    questo scambio è stato molto informativo per quanto riguarda la loro organizzazione all’interno del carcere.

    Terminato l’incontro con gli esperti, una delle tante guardie ci ha proposto di visitare la falegnameria in cui lavoravano sia i detenuti che i lavoratori esterni al carcere.

    E’ stata un’esperienza toccante e molto interessante che per nostra fortuna abbiamo avuto la possibilità di vivere grazie all’iniziativa

    dell’Istituto Einaudi. NICOLE ZACCARIA

    ALICE PISERA’

    CLASSE 3M

    L’umanità oltre le sbarre

    Un’esperienza

    toccante...

    Pagina 3 Numero 2

  • PEER TO PEER in classe!

    Recuperare le

    insufficienze

    Pagina 4 La Gazzetta dell’Einaudi

    Durante le ore di italiano e storia, noi ragazzi della 1N, abbiamo messo in

    pratica un metodo di ripasso e recupero secondo le modalità chiamate

    “PEER TO PEER” (ossia, “fra pari”).

    Questo consiste nell'aiutare i ragazzi che hanno avuto difficoltà in certe

    materie, con il sostegno di un suo compagno che ne diventa “tutor” e che

    può rispiegare e collaborare nello studio con il ragazzo impreparato.

    Non essendoci la possibilità di assegnare un tutor a testa, la nostra profes-

    soressa ha deciso di dividere in diversi gruppi la classe, in ognuno di questi

    inserire un “tutor capo gruppo” (colui che avrebbe rispiegato gli argomenti

    ai compagni) e ad ogni capo gruppo assegnare alcuni compagni che nelle

    verifiche svolte nel primo periodo dell'anno erano andati particolarmente

    male.

    L'obiettivo di questo lavoro era cercare di far recuperare i ragazzi insuffi-

    cienti nelle precedenti verifiche. Riprendendo insieme gli argomenti svolti, i

    capo gruppo hanno provato a rispiegarli in modo più semplice per agevola-

    re i compagni nel lavoro di recupero.

    Personalmente penso sia servito sia a coloro che hanno aiutato che a colo-

    ro che sono stati aiutati. Il capo gruppo, infatti, ha fatto un ripasso gene-

    rale e si è messo nei panni di un professore, capendo che il loro lavoro non

    è così semplice, perché se il compagno non capisce quello che tu stai cer-

    cando di spiegargli, devi ripeterglielo in un altro modo, facendo sì che que-

    sto riesca a cogliere i diversi concetti esposti.

    In secondo luogo è stato molto utile anche per i ragazzi che hanno avuto

    difficoltà nell'affrontare il compito in classe, poiché hanno avuto la fortuna

    di poter avere un'ulteriore spiegazione, oltre a quella data dalla professo-

    ressa e in un modalità che magari risultava più immediata.

    Dai commenti di alcuni ragazzi della mia classe, sembra che questo pro-

    getto abbia funzionato! E ci sono stati buoni risultati anche nelle prove di

    recupero!

    Potrebbe essere un’ottima iniziativa da proporre in ogni singola classe: noi

    ci siamo divertiti, ma nello stesso tempo abbiamo lavorato insieme per da-

    re una mano ai nostri compagni in difficoltà!

    SABRINA BATTAINI

    CLASSE 1N

    https://aldifuorideilibri.com

    Facilitare

    l’apprendimento

  • Pagina 5 Numero 2

    Giovedì 2 febbraio abbiamo partecipato al primo incontro del Corso di Edu-

    cazione all’ascolto e mediazione dei conflitti organizzato per le classi prime

    dalla scuola con la cooperativa Dike.

    Il primo incontro era centrato principalmente sui conflitti in famiglia e con

    noi c’erano due mediatori esperti di educazione all'ascolto.

    All'inizio, per fare un po' di conoscenza, ci è stato chiesto di scegliere una

    persona della classe, di dire almeno tre aggettivi che la descrivevano e la

    cosa che gli piaceva fare di più. Dopo che ognuno aveva decritto l'altro, gli

    ultimi a presentarsi sono stati appunto i mediatori.

    Terminata questa prima fase dell'incontro, abbiamo parlato della parola

    “conflitto”. Per chiarirci meglio le idee sul significato di questa parola, ab-

    biamo svolto un “brain storming” (tempesta di cervelli) raccogliendo le pri-

    me parole che ci venivano in mente fra quelle che secondo noi avevano a

    che fare con il termine “conflitto”. Siamo andati avanti fino a riempire ogni

    singola parte della lavagna.

    Arrivati alla fine, abbiamo analizzato tutte le parole emerse, suddividendo-

    le per significato in vari gruppi, fra cui, per esempio quello delle emozioni,

    delle persone e dei luoghi. Purtroppo, però, erano già passate le due ore di

    confronto e il nostro primo incontro è terminato così! Continueremo nelle

    prossime lezioni già in calendario. In totale gli incontri saranno cinque.

    Secondo me, è un'ottima opportun