Insegnare la ˙loso˙a è educare a ˙losofare: Il ˙ne della...

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Supplement to Acta Philosophica

FORUM Volume 1 (2015) 415426

Insegnare la losoa educare a losofare: Ilne della volta alla

Marco ViscomiUniversit di Perugia

DOI: 10.17421/2498-9746-01-30

Sommario

Non si pu insegnare la losoa come una disciplina qualunque,in quanto lessenza di quella che guarda alla non aerisceal mero corredo culturale di una societ detta civilizzata. Tale tensio-ne, piuttosto, insita nella stessa modalit di essenziarsi dellumanoin ogni uomo e donna fattivamente esistenti. Ecco perch la losoanon rappresenta una possibilit di apprendimento, n un bisogno dellaconoscenza, ma la necessit stessa che si esprime nellessere umanoquale orizzonte suo proprio. la medesima e intrinseca tensione alsapere, quale amore per la sapienza, ci che si incarna nellinsegna-mento della losoa. Questultima non dice il mero indirizzo tematicodi una scienza che pu essere frammentata nella sua storiograa, maesprime qualcosa di essenziale per la complessit dellessere umano.La necessit della losoa supera la sola possibilit di insegnamen-to di questa, esponendo linevitabilit del losofare. Intesa per parteumana, infatti, la losoa risulta la costante di quella esperienza fon-damentale delluomo, il quale pu conoscere la losoa solo in quantoegli gi da sempre nel losofare.

Non possibile pertanto insegnare la losoa, poich la neces-sit del losofare sprona gi da sempre, sia internamente che ester-namente, lessenziarsi dellumano. Dal momento che risulta cos im-proprio parlare della sola insegnabilit della losoa quale mera di-sciplina scolastica, si esprime con ancora pi urgenza il bisogno dieducare al losofare. Insegnare la losoa signica insomma educa-re a losofare. Un simile insegnamento, proprio in quanto attiene almodo essenziale di essere per lumano, riguarda il rapporto dellessereuomo rispetto linterrogativo sulla propria esistenza. Leducazione allosofare, cos, passa inesorabilmente attraverso la messa in questio-ne del modo essenziale di darsi dellumano. Lessenzialit umana si

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proietta sullorizzonte di senso, presso il quale si colloca linterroga-zione sulla al losofare. Come cifra essenziale per lumano, il si compie primariamente chiedendo del come sia lesisten-te uomo, vale a dire del senso della vita di ogni uomo e donna dellaterra, secondo la costante essenziale della nostra esistenza comune.

indice

1 Istanze connaturali alla nitezza umana . . . . . . . . . . . . . . . . 4162 Il nodo pulsante nel . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 421Note . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 424

1 istanze connaturali alla finitezza umana

Nel rapporto che correla il modo dessere delluomo e le istanze caratteriz-zanti la losoa, non si d una continuit nellordine del possibile. Non ciola possibilit di venir insegnata e appressa la cifra che declina la losoa ri-spetto le capacit umane di riessione e raziocinio. Non si pu insegnare lalosoa come una disciplina qualunque, in quanto lessenza di quella che guarda alla non aerisce al corredo culturale di una societ dettacivilizzata. Tale tensione, piuttosto, insita nella stessa modalit di essen-ziarsi dellumano in ogni uomo e donna fattivamente esistenti. Ecco perchla losoa non rappresenta una possibilit di apprendimento, n un bisognodella conoscenza, ma la necessit che si esprime nellessere umano qualeorizzonte suo proprio. infatti la stessa intrinseca tensione al sapere, qualeamore per la sapienza, ci che si incarna nellinsegnamento della losoa.Questultima non dice il mero indirizzo tematico di una scienza che pu es-sere frammentata nella sua storiograa, ma esprime qualcosa di essenzialeper la complessit dellessere umano. La necessit della losoa supera lasola possibilit di insegnamento di questa, esponendo linevitabilit del lo-sofare. Intesa per parte umana, infatti, la losoa risulta la costante di quellaesperienza fondamentale delluomo, il quale pu conoscere la losoa soloin quanto gi da sempre nel losofare.

Linevitabilit del losofare si esplica secondo almeno tre direttrici in-dicative. In primo luogo, sia che lo consideri coscientemente o meno, luo-mo non pu che losofare, dal momento che egli usa sempre argomentarein senso razionale e non contraddittorio per comunicare con i suoi simili.Lintersoggettivit intrinseca allumano incarna una prima espressione so-stanziale della losoa, nel senso che la sua necessit razionale richiesta

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insegnare la filosofia educare a filosofare

dalle stesse istanze di autocoscienza e di dialogo vissute dallesistente uma-no. In secondo luogo, la presa di consapevolezza losoca nella forma dellameditazione consente la conduzione dellesistenza individuale secondo unasua implicita e deliberata coerenza. Il losofare consente cio il dipanamen-to di quellinsieme di credenze e di opinioni, in virt del potere decisivodelle quali ogni essere umano si dispone consapevolmente alla scelta attiva.La losoa rappresenta quindi il fulcro pi o meno stabile dellinteriorit,puntandosi sul quale il compasso della psiche evita la sclerosi dissociativa epu tendere allautenticazione di s nel proprio agire. Inne, se inquadratonei suoi caratteri ultimi, il losofare si mostra come la necessit pi inti-ma dellumano, perennemente sospinto al compimento essenziale della suaumanit. Avendo in se stesso tale motore spirituale di autenticazione, luo-mo pu perseguirlo nel suo essere nito e mortale con la determinazionedella ragione e secondo la tensione alla sapienza. Il bisogno psichico di lo-soa non rappresenta infatti altro che la necessit umana di spiegazione edi assegnazione di senso consapevole al reale e allesperienza che di esso ci data accostare.

Non possibile insomma insegnare la losoa, poich la necessit dellosofare sprona gi da sempre, sia internamente che esternamente, les-senziarsi dellumano. Dal momento che risulta cos improprio insegnare lalosoa quale mera disciplina scolastica, si esprime con ancora pi urgen-za il bisogno di educare al losofare. Come gi considerato sopra, tutti gliesseri umani esistono nel losofare, almeno nch si mostrano capaci di in-terrelazione con se stessi, con gli altri e con ogni realt che si d ad essere.Se quindi non si pu non losofare e la sola istanza di insegnabilit dellalosoa insuciente ad esprimere il legame di questa con lesistente uo-mo, allora risulta opportuno si concorra al losofare in maniera appropriata.Educare alla losoa diviene cos quel bisogno connaturale al losofare, cer-to capace di coniugarsi con la storiograa losoca, ma tale da abbisognareancor pi del radicamento originario che lo contraddistingue. La necessitdel losofare si fonda infatti sullesistenza razionale dellessere umano e sulsuo imprescindibile modo dialettico e dialogico dessere. Poich gli uominiargomentano in senso logico e si incontrano sul luogo conittuale dellinten-dimento opinante, essi sono appropriati a quel modo desistenza che declinala . Questultima non la saccenza di un raziocinio trono nella suacapacit scientico-dimostrativa, n linfantile pretesa di prevaricare laltronel dibattito. Lamore per la sapienza piuttosto lorizzonte di senso cherivolge lo sguardo umano ad unesperienza autenticante il suo vivere. Taleindirizzo rappresenta lo stesso cammino che ogni uomo e donna chiamatoa percorrere nella specicit della sua persona e nella comunanza losoco-

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essenziale di tutti gli esseri umani fra loro e rispetto la totalit di ci che.

La necessit del losofare, incarnata dallumano che si avventura nel-lautenticazione del proprio s pi intimo, si esplica come . Ledu-cazione alla possibilit dellinsegnamento della losoa passa da unancorapi radicale coscienza sullatto del losofare in genere. Questultimo discri-mina un primo punto essenziale per la messa a fuoco della problematica inquestione. Procedendo per viam negationis, si deve osservare che lassenzadi educazione, cio la rispetto il losofare, consiste nel non sa-pere di quali cose si debba ricercare una dimostrazione e di quali, invece,non si debba ricercare. Infatti, in generale, impossibile che ci sia dimostra-zione di tutto: in tal caso si procederebbe allinnito, e in questo modo, perconseguenza, non ci sarebbe aatto dimostrazione1. Educare al losofaresignica quindi saper distinguere ci che esige unargomentazione dimo-strativa, contrariamente a ci che invece non necessita di un tale approccio.Non tutto quel che si d a sussistenza, daltronde, necessita di una dimostra-zione pedissequa e minuziosa. Ci vale tanto per i fondamenti di qualun-que strutturabile dimostrazione, quanto per le realt fattive che sussistonoinconfutabilmente.

Per un verso, impossibile e autocontraddittorio pretendere di confuta-re quegli stessi basamenti logici, sui quali si erge lintera impalcatura dellarazionalit. Questultima pu avere in se stessa la garanzia di non imploderead ogni procedimento che studia, solo perch i suoi principi cardine di iden-tit, non-contraddizione e terzo escluso non si lasciano riconoscere comeinfondati ed insensati. Esattamente a fronte del primario disporsi di tali fon-damenti, pu attuarsi lintera strutturazione della capacit umana tesa alla. Per altro verso, anche i punti focali verso i quali si dirige la perla sapienza non necessitano di una dimostrazione. Non occorre infatti alcunteorema per accertare il darsi di un mondo o la sussistenza di enti studiabiliin senso positivistico. Solo un folle tenterebbe la via che volesse dimostra-re il sussistere di qualcosa che gi c innanzi allesperienza sensibile. Ed daltro canto paranoico, oltre che illogico, continuare a pensare lessenteempirico come un qualcos