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Impaginazione e copertinaGabriella Clabot

copyright Edizioni Universit di Trieste, Trieste 2018

Propriet letteraria riservata.I diritti di traduzione, memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento totale e parziale di questa pubblicazione, con qualsiasi mez-zo (compresi i microfilm, le fotocopie e altro) sono riservati per tutti i paesi.

ISBN 978-88-8303-937-9 (print)ISBN 978-88-8303-938-6 (online)

EUT Edizioni Universit di TriesteVia Weiss, 21 34128 Triestehttp://eut.units.ithttps://www.facebook.com/EUTEdizioniUniversitaTrieste

una serie di volumi senza fissa periodicit, ognuno dedicato ad un tema giudicato di rilevanza storica e culturale: alcuni studiosi intervengono su un saggio preparato in anticipo da uno specialista esprimendo opinioni e integrando tale sag-gio con il loro punto di vista; il primo autore fornisce infine una sintesi del dibattito.La serie non si ripropone coerenza di temi e di competenze, ma piuttosto mira a favorire il dialogo interdisciplinare allinterno delle scienze umane ed aperta alla

collaborazione con le scienze teoriche e sperimentali.

general editor Franco Crevatin

comitato scientifico ed editorialeIlaria Micheli (Trieste), Gennaro Tedeschi (Trieste), Giorgio Banti (Napoli),

Mauro Tosco (Torino), Riccardo Contini (Napoli)

Opera sottoposta a peer review secondo il protocollo UPI University Press Italiane

Volume distribuito in open access e disponibile nellarchivio digitale OpenstarTshttps://www.openstarts.units.it/handle/10077/20656

Egittocrocevia di traduzioni

a cura di / edited byFranco Crevatin

EUT EDIZIONI UNIVERSIT DI TRIESTE

Casa della VitaAssociazione di Volontariato Culturale

Trieste

Sommario / Table of contents

Franco Crevatin 7 Foreword

Riccardo Contini 9 Introduction

13 Bibliographical abbreviations

Paola Buzi 15 Egypt, crossroad of translations and literary interweavings

(3rd6th centuries). A reconsideration of earlier Coptic literature

Alessandro Bausi 69 Translations in Late Antique Ethiopia

Alberto Camplani 101 Sulla multifunzionalit del tradurre in copto: note sparse su frammenti

copti tardoantichi, Cicerone e moderne ipotesi di ricerca

Franco Crevatin 145 Scrivere nellEgitto grecoromano

Paola Buzi 165 Conclusions

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FRANCO CREVATIN

Premessa / Foreword

il nome e il programma di una collezione di saggi di scienze umane che vorrebbe varcare i confini della specializzazione disciplinare e proporre vi-sioni pi articolate e complesse dei problemi che le culture antiche e moderne ci pongono. Il nostro desiderio anche quello di aprirsi alle fondamentali acquisi-zioni di prospettiva e di metodo offerte dalle scienze sperimentali: non pensiamo di essere literary intellectuals opposti ai natural scientists secondo la logica delle due culture.

Per questo primo volume stato scelto un tema che ha offerto importanti spunti alla riflessione degli studiosi del mondo ellenistico e romano, il multicul-turalismo, la diffusione del Cristianesimo, la sociologia della cultura. Il Lettore terr conto che quando i contributi sono stati raccolti (Maggio 2017) alcuni saggi non erano ancora disponibili in Italia, tra questi soprattutto la raccolta curata da E. Grossmann et al., edd., Greek Influence on Egyptian-Coptic: Contact-Induced Change in an Ancient, African Language, Lingua Aegyptia, Studia Monographica 17, Hamburg, Widmaier Verlag. Inoltre la recente scoperta, ad opera di Sofa Torallas Tovar, che ne sta preparando l'edizione, di un rotolo di papiro contente la traduzione copta della lettera di Atanasio di Alessandria al monaco Draconzio apre nuove e inedite considerazioni sul passaggio testuale dal greco al copto, sia per la datazione alta di tale traduzione, sia per il suo formato librario, sia infine per le motivazioni ideologiche che l'hanno determinata.

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RICCARDO CONTINI

Introduzione / Introduction

Gi qualche decennio fa un semitista che dirigesse lo sguardo verso gli studi copti aveva ottime ragioni per nutrire ammirazione, non scevra dinvidia, verso la raffinatezza delle indagini dialettologiche e sintattiche che in quellambito si perseguivano, stimandole di livello metodologico pi alto di quanto si operasse normalmente nella sua disciplina. Gli ultimi quindici anni hanno visto aggiun-gersi a queste linee di ricerca un copioso e altrettanto ammirevolmente artico-lato filone di studi sul bilinguismo greco copto e pi generalmente sulla storia culturale e (socio)linguistica dellEgitto tardoantico. Lattraente raccolta di studi che qui si presenta viene ora a integrare questo panorama con la discussione critica sistematica della multiforme fenomenologia delle traduzioni dal greco (e non solo) in copto (diversamente traguardata da Alberto Camplani e Paola Buzi sotto forma, rispettivamente, di uninformatissima e abilmente argomenta-ta ricognizione della storia pi antica del copto non solo come lingua letteraria, ma anche come strumento di comunicazione scritta quotidiana, ruolo attestato dagli archivi papirologici di Kellis e di altri siti, e di una ben documentata rico-struzione, sulla base dello Schrifttum manoscritto in copto e in greco, del vario e stratificato profilo culturale delle classi colte dellEgitto tardoantico, che hanno saputo attingere selettivamente ma sempre in modo creativo alla tradizione greca, classica come patristica, non ripudiando apporti testuali e motivi religiosi

1010R. CONTINI

dellEgitto faraonico); queste presentazioni centrali sono completate dalla trat-tazione di questioni strettamente connesse, quali le opzioni scrittorie disponibi-li nellEgitto greco-romano, dove il greco e il demotico condividevano la stessa gamma dimpieghi ma differivano nei loro ambiti funzionali, mostrando tuttavia alcuni casi significativi, in parte scaturiti dalle esigenze recitative della pratica magica, di precedenti dellestensione della scrittura greca a esprimere lidenti-t egiziana anche in contesti comunicativi elevati da parte delle lites bilingui (suggestivamente esaminati da Franco Crevatin), e la ricca corrente di traduzioni letterarie nellEtiopia tardoantica collegate attraverso la mediazione dellarabo alla cultura cristiana dellEgitto (passata in rassegna da Alessandro Bausi, sullo sfondo di uneccellente panoramica delle produzioni scritte nelle diverse lingue dellEtiopia antica e del ruolo ivi esercitato dal greco).

Questo sommario estremamente sintetico non rende per giustizia alla grande ricchezza tematica di questo volume, in cui si coniugano le pi alte expertises storiche, archeologiche, letterarie, filologiche, linguistiche e antropologiche (da intendersi tutte nel senso pi lato che si possa concepire) per indagare tra laltro (per limitarsi qui a una selezione piuttosto arbitraria): le diverse moti-vazioni pratiche, analizzate in prospettiva di etnografia della scrittura, dei non molti casi documentati di eterografia greca dellegiziano in ambiente pagano di et tolemaica, nonch la relativa distanza del copto scritto dallegiziano parlato di epoca romana, nel costituirsi come lingua letteraria plasmata sul modello re-torico e argomentativo del greco (Crevatin); la possibile preistoria delluso del copto (in particolare la tipologia documentaria definita Old Coptic) in ambienti bilingui dellEgitto pagano (Camplani, Crevatin); la multifunzionalit non ri-conducibile a motivazioni, finalit e circostanze contestuali unitarie dei pro-cessi traduttivi nellEgitto del III-VI sec., in relazione alla diversit dei testi e dei destinatari, argomentazione illuminata da aperture comparative verso altri orizzonti linguistici del mondo antico, in particolare le traduzioni dal greco in latino in et imperiale romana (Camplani); la costituzione di raccolte coeren-ti di scritti prima che di biblioteche istituzionali in ambiente monastico, punto dapprodo di scelte di testi da tradurre allinterno della cultura greca al servizio di istanze socioculturali e religiose variabili che fondano una nuova tradizione letteraria (Buzi); il ruolo delle scuole nella formazione della lingua copta come nuovo strumento di comunicazione scritta in ambienti religiosi diversi almeno dalla met del III secolo (Crevatin, Buzi); la sopravvivenza e il riadattamento in vesti copte cristiane di scritti e motivi di epoca faraonica, che includono, oltre ai gi noti testi ermetici e magici, anche tradizioni sapienziali ed elementi locali nel Romanzo dAlessandro copto, attraverso la mediazione ellenistica (Camplani, Buzi); la discussione puntuale di una ben scelta casistica di traduzioni dal greco in copto di destinazione tanto dotta quanto pragmatica (Camplani) e di aspetti

1111INTRODUCTION

della cultura del libro nellEgitto tardoantico non soltanto cristiano, rappresenta-tivi di diversi ambienti di ricezione e reinterpretazione di una pluralit di generi letterari, greci ed egiziani (Buzi); il ruolo, ancora da esplorare compiutamente, svolto dal latino nellEgitto tardoantico, riflesso da documenti di straordinario interesse sociolinguistico come il manuale di conversazione in greco, latino e copto (Buzi) contenuto in un frammento papiraceo del V-VI sec. (P. Berol. Inv. n. 10582); il confronto con la pi conservativa tradizione etiopica, che fa emer-gere con chiarezza latteggiamento pi selettivo della copta, che convive con una vitale tradizione greca fino alla conquista islamica dellEgitto: in Etiopia, per con-tro, non c traccia di produzione letteraria originale in greco, lingua largamente presente invece in et aksumita nelluso epigrafico (specialmente in iscrizioni bi- o multilingui) e nelle leggende delle monete (Bausi); la ripresa, infine, di gran parte della complessa problematica filologica e codicologica pertinent